Final Fantasy VII Remake è un titolo da "sentire" non solo con il cuore | Speciale
Secondo le ultime informazioni riguardanti Final Fantasy VII Remake, pare che ci troveremo tra le mani un titolo favoloso anche dal punto di vista sonoro
Ma non siamo qui, oggi, per mettere in mostra la splendida componente narrativa ed emotiva del titolo forgiato dalle sapienti mani di Yoshinori Kitase e ripreso in questo Remake da quelle di Testuya Nomura e di Naoki Hamaguchi. Quello che vogliamo evidenziare, questa volta, è la componente sonora di Final Fantasy VII, nello specifico per quanto riguarda la nuova versione in arrivo il prossimo 10 aprile.
Come rivelato da Kitase e Hamaguchi, in Final Fantasy VII Remake si è tentato un approccio al comparto audio del tutto nuovo per la serie. La colonna sonora, infatti, non presenta diverse tracce come in passato, suddivise in base alla situazione di gioco, ma è presente un'unica melodia per tutta la durata della partita, in costante mutamento per adattarsi alle azioni di Cloud e dei suoi amici. Questo permette al titolo, per esempio, di non cambiare bruscamente la soundtrack una volta iniziato uno scontro, ma di ottenere un accompagnamento che muti la musica ambientale di fondo, verso quella più dinamica delle battaglie. L'effetto, manco a dirlo, funziona alla grande e abbiamo trovato il comparto sonoro davvero esaltante. Certo, la Victory Fanfare continua a mancarci, ma ci accontentiamo della versione cantata da Barret al termine di alcune battaglie.
Nonostante Nobuo Uematsu non si sia occupato interamente della colonna sonora di Final Fantasy VII Remake, lo storico compositore è comunque tornato per firmare il nuovo tema principale (Hollow), in modo molto simile a quanto accaduto con Final Fantasy XIV e con le sue successive espansioni.
Passiamo poi all'altro aspetto audio, che tanto sta facendo discutere il popolo del web nell'ultima settimana: il doppiaggio, con i relativi sottotitoli.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: il problema nasce dal fatto che la traduzione italiana è stata realizzata traducendo direttamente il copione giapponese, in un processo di lavorazione completamente separato da quello americano. L'adattamento in inglese, invece, si è permesso maggiori libertà di espressione, avendo anche lo scopo di rendere la comunicazione di stampo nipponico apprezzabile maggiormente per un pubblico più occidentale. Perché deve essere chiaro: occidente e oriente hanno due approcci ai dialoghi differenti tra loro. La versione italiana, come avrete potuto notare, è infatti molto più diretta rispetto ai dialoghi in inglese, che tendono ad allungare maggiormente le singole frasi, per creare una maggiore armonia. Il contrasto tra i sottotitoli tradotti in un modo e il parlato in un altro, è inevitabile che talvolta renda stranianti le conversazioni, soprattutto se siete in grado di cogliere la maggior parte delle frasi inglesi a un semplice ascolto.
Per quanto riguarda la qualità generale del doppiaggio, ci è sembrata collocarsi nella media per quanto riguarda i prodotti videoludici in lingua inglese. Ammettiamo, però, che talvolta il doppiatore di Barret ci è sembrato in forte overacting, rendendo alcune scene involontariamente comiche. Ad ogni modo aspettiamo ovviamente di avere a disposizione più linee di dialogo per poter dare un giudizio finale sul padre adottivo di Marlene.
In definitiva, Final Fantasy VII Remake pare avere tutte le carte in regola per stupire, sorprendere ed emozionare anche dal punto di vista sonoro. Dopotutto, il comparto audio è sempre stato uno dei punti di forza della saga e siamo certi che, anche in questo caso, i sound designer abbiano lavorato con tutte le proprie forze per farci "sentire" la potenza del franchise targato Square Enix.