#LuccaBAD 2016 - Final Fantasy XV: il viaggio, l'Italia e i DLC, in una delle presentazioni più particolari di sempre
L'immaginario folle di Final Fantasy incrocia l'Italia, i paesaggi reali e si evolve lungo tutti i DLC. L'ha annunciato il suo regista dentro una chiesa rinascimentale
Hajime Tabata, regista dell’impresa, è venuto a Lucca a presentarlo in una chiesa sconsacrata, ambiente che ha creato un cortocircuito non da poco con le consuete immagini tra il robotico, lo spirituale, il manga e il metallaro che caratterizzano la saga. Quel che è successo è che quando è stato proiettato il trailer “abbastanza esaustivo” di Omen, poi messo online il giorno stesso, l’opera che nelle parole di Tabata servirà ad introdurre chi non conosce Final Fantasy al mondo di Final Fantasy XV, si è raggiunto uno zenith unico di roseti, vetrate illustrate, dipinti rinascimentali ed iperboli nipponiche.
Insomma, i Final Fantasy non si capiscono, si sentono.
L’annuncio iniziale è quello che già conosciamo: “L’obiettivo che abbiamo perseguito con questo gioco è stato quello di mantenere stile e spirito della serie, aggiungendo però il massimo delle tecnologie e della tecnica moderna, ammodernandolo per una nuova esperienza”.
La trama principale alla base di FF XV è nota: un viaggio tra amici per riconquistare un regno rubato. Questo è portato avanti aggiungendo ancora un’altra dimensione visiva al già saturo melange di Final Fantasy, ovvero quella del film on the road californiano. Il motivo è proprio quello di un paradossale realismo in cui ambientare la storia.
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Echi veneziani[/caption]
Altra novità è che finalmente un gioco di Final Fantasy uscirà in contemporanea mondiale e non prima in Giappone e poi nel resto del mondo. Solo per Playstation 4 e Xbox One. “Ovviamente” dice Tabata “il gioco sarà compatibile con la Playstation 4 Pro”. Il gioco avrà dei DLC, cosa di cui nessuno si stupisce, ma Tabata dedica a loro un segmento a sé del panel perché intende spiegare come non sia aggiunte posticce ma una vera e propria evoluzione.
In molti chiedono come mai non ci sia una versione per PC e Tabata, dopo aver tergiversato con risposte di circostanza (“Credo che l’esperienza che avevo in mente si adatti male al PC e meglio alla console”), ammette quella che è più probabilmente la verità, cioè che se l’avessero dovuto sviluppare anche per PC avrebbero ritardato ancora di più l’uscita.
Il messaggio finale è il più fiducioso: “Sono convinto di aver ricreato un’esperienza di viaggio con dei veri compagni e non marionette guidate da un computer. Personaggi con uno spirito e una personalità che non penso si possano trovare altrove”.