Five Nights at Freddy's 2, il declino dopo il successo(?)
Perché dopo il trionfo del primo film tratto dal franchise videoludico, Universal e Blumhouse hanno dato l'impressione di voler nascondere il seguito? Dopo averlo visto, abbiamo capito il perché e proviamo a raccontarlo
Nell'ottobre del 2023, un piccolo film sconvolse le previsioni degli esperti di marketing cinematografico e incassi: Five Nights at Freddy's, adattamento di un videogame horror per ragazzi costato 20 milioni di dollari (la media negli USA si aggira attorno ai 50/60) che ha portato a casa quasi 300 milioni, quasi 15 volte il suo budget. Dietro quell'operazione, c'era quell'aquila di Jason Blum, leader della Blumhouse, esperto di horror o affini dal costo medio basso e dal rendimento medio alto. L'horror con gli animatroni è diventato il suo maggiore incasso di sempre. Quindi, alla notizia di un seguito, inevitabile essendo il franchise composto di undici giochi (più spin-off, annessi e connessi, pubblicati tra il 2014 e il 2025), ci si aspettava che venisse cavalcato l'hype mediatico. E invece no: l'uscita del film è apparsa quasi in sordina: perché? Dopo aver visto il film, ci siamo dati qualche risposta.
Lo sporco sotto il tappeto
Jason Blum, la regista Emma Tammi (già al comando del primo film) e l'ideatore dei giochi Scott Cawthon cominciano a dare notizie sul sequel all'inizio del 2024, seguiti dagli annunci degli attori Josh Hutcherson e Matthew Lilard. Ad Aprile si ha l'ufficialità e così si cominciano a sentire le notizie su cast confermato e nuovi membri. Poi nulla fino a ottobre, quando le riprese vengono spostate a novembre e chiuse e afebbraio '25. Nel frattempo, tutto ciò che ci aspetteremmo da un film che punta a bissare un successo, ovvero, clip, foto, annunci eccetera manca. L'attività di marketing si limita a un'attrazione agli Universal Studios per la notte di Halloween - durante la quale però il film non è in sala, a differenza del primo capitolo, optando per una più innocua uscita a inizio dicembre '25 -, qualche spot con la Fanta e un menu a tema in una catena di ristoranti non proprio centrali per il mercato, Popeye's.
Il trailer viene presentato in sordina e al momento dell'uscita molti rimangono stupiti: davvero c'è un seguito di Five Nights at Freddy's? Sì e non si può dire certo che sia un flop: a nove giorni dall'uscita, il film ha incassato 125 milioni su un budget che però è il doppio del primo film (e non si capisce cosa ci abbiano fatto con quei 20 milioni in più) e dubitiamo potrà contare del passaparola per ingranare negli incassi, avendo un gradimento inferiore dagli spettatori e una reazione critica devastante. E, ci sia permesso di dirlo, meritata.
Un disastro dopo l'altro
Durante il lavoro di scrittura del film, Cawthorn - autore del copione (in cui tornano Mike, alle prese con le turbe psichiche della sorellina, orfana degli amici animatronici, e Vanessa, tormentata dagli incubi del padre, alle prese stavolta con nuovi pupazzoni assassini sempre manovrati dalla Marionetta) - ha dichiarato che il film sarebbe stato ispirato al secondo videogame della serie e che per la stesura del copione avrebbe ascoltato i suggerimenti dei fan.
Jason Blum, ossia del cadere in piedi
Al di là delle fessissime idee di scrittura (tipo: per eludere lo screening facciale degli animatroni, Mike indossa una maschera da pupazzone che gli lascia scoperti gli occhi, ma comunque la fa franca) e uno spunto finale che, nel tripudio di deus ex machina, sembra ammiccare a Megan (nientemeno), il vero problema di Five Nights at Freddy's è che sembra proprio concepito e messo su in fretta e furia, senza un passo, una presa narrativa, senza la minima voglia di realizzare un horror per ragazzi o un'avventura orrifica, come quelle che negli anni '80 - che ovviamente il film non può esimersi dall'omaggiare - furoreggiavano; e più lo giravano in fretta, più i montatori cercano di fare i salti mortali per dargli un senso, come se il lavoro di riscrittura fosse avvenuto al tavolo di montaggi, con esiti disastrosi.
Alla fine, Blum e soci, vedendo il prodotto finito e non avendo più la possibilità di salvarsi la faccia, hanno lasciato il film al suo destino. Che è quello di racimolare più soldi possibile, far presagire un seguito e sperare che il prossimo - se esisterà - venga un poco meglio.