Focus On - Microsoft, Durango e la questione "always online"
Quasi confermata la necessità di una connessione internet permanente per la prossima console Microsoft

Proprio questa settimana è arrivato l'ennesimo indizio al riguardo: in una soffiata a Kotaku, le solite fonti anonime e ben informate hanno affermato che, per giocare come per accedere alle applicazioni, bisogna essere collegati ad internet. Un'eventuale caduta della linea non interromperebbe quanto si sta facendo, ma solo se il blackout, chiamiamolo così, dovesse durare meno di tre minuti; superato tale periodo di tempo, la console accederebbe al pannello di risoluzione errori, bloccando di fatto la partita o la fruizione di contenuti fino al ripristino della connessione. Tali informazioni sono da considerare attendibili, anche perché le fonti sono diverse.
Non vediamo affatto di buon occhio una simile possibilità. Siamo dell'opinione che, una volta comprato, un prodotto debba essere accessibile al suo acquirente in qualsiasi momento, senza alcuna potenziale restrizione. L'esperienza di Diablo III, o SimCity, davvero non sembra aver insegnato niente al riguardo, con l'obbligo della connessione a internet che ha determinato, per giorni e giorni, problemi di vario tipo per i giocatori; figuriamoci quindi quello che potrebbe accadere con una console che per funzionare deve essere sempre online.

Microsoft s'è subito affannata a prendere le distanze da quanto detto dal suo dipendente, affermando che “non è un portavoce della compagnia e le sue affermazioni son quanto di più lontano dall'idea di attenzione al cliente dell'azienda”, ma non ha smentito né confermato la necessità della connessione internet. Troppo tardi comunque, perché ormai lo screenshot della conversazione era già stato riportato da numerosi siti, raccogliendo un'unanime critica nei confronti dell'”always on” e della sua sgangherata difesa.