Horizon Forbidden West: nessuna rivoluzione in vista (e va bene così) | Speciale
Analizziamo quanto emerso allo State of Play dedicato a Horizon Forbidden West, l'ultimo titolo di Guerrilla Games in esclusiva PS5 e PS4
Il video dello State of Play si apre con Aloy che corre in soccorso di alcuni membri della tribù degli Oseram, feriti da un attacco a sorpresa dei misteriosi Predoni. Questi ultimi sono dei ribelli dei Tenakth. Durante l’ultimo assalto, hanno catturato Erend - nome noto a chi ha giocato Horizon Zero Dawn - e hanno dimostrato di saper controllare i temibili Clawstriders. Ma Aloy non può permettere di lasciarsi prendere dai timori. Soccorso l’amico Oseram, la protagonista si addentra nella vegetazione fino a raggiungere delle splendenti rovine sulla spiaggia. La breve sequenza permette di avere una panoramica sulla vegetazione incredibilmente rigogliosa e lucente che caratterizza l’Ovest selvaggio di Forbidden West.
Tornando al video dello State of Play, la scena successiva all’incontro con i nuovi nemici è molto concitata, perché vede Aloy circondata. Per questo è costretta a trovare una via di fuga, dapprima attraverso una bomba fumogena, poi sfruttando il Focus per individuare degli appigli su delle vecchie colonne. È interessante notare come il branco di nemici segua la protagonista anche durante l’arrampicata, donando particolare verticalità alla scena. In tal senso giocano un ruolo importante la corda e l’alascudo, due nuove funzionalità utili per fuggire da situazioni di pericolo. L’inseguimento si conclude con Aloy tuffatasi in mare. La scena permette di godere di un nuovo scorcio naturale: anche sott’acqua la flora e la fauna marina sono meravigliosamente floride, quasi ignare della presenza dell’umana.
Nei cinque minuti conclusivi dello State of Play, intervengono Mathijs De Jonge e Ben McCaw, rispettivamente game director e narrative director di Horizon Forbidden West. I loro interventi permettono di avere qualche informazione aggiuntiva rispetto a quanto visto in video, come la possibilità di utilizzare le armi cadute dai nemici e la maggiore varietà di approcci e di equipaggiamenti. McCaw in particolare delinea meglio il concept del sequel di Zero Dawn, che vede l’Ovest degli Stati Uniti - simboleggiato dal Goden Gate Bridge in rovina - colpito da una piaga rossa che sta portando alla morte tutti gli esseri viventi della Terra. Arriva quindi la conclusione dell’evento, senza alcuna informazione sulla data d’uscita, ancora puntata a un indefinito 2021.
Thanks for watching our #HorizonForbiddenWest gameplay reveal! We don't have an exact release date just yet, but development is on track and we will have an update for you very soon - thank you as always for your ongoing support!
— Guerrilla (@Guerrilla) May 27, 2021
Intanto, quello a cui abbiamo assistito può essere inteso come un bello spettacolo da vedere. Di Horizon Forbidden West colpisce immediatamente il mondo di gioco desolato ma incredibilmente vivido, grazie a una natura rigogliosa e soverchiante. Anche gli effetti di luce, gli attenti particolari di personaggi, Macchine, fauna e flora stuzzicano piacevolmente la vista. Tuttavia a voler andare più affondo, nonostante le diverse novità che ampliano gli approcci del variegato combat system ed arricchiscono la componente esplorativa, è difficile farsi cogliere dall’entusiasmo sfrenato. E va bene così.
Dal sequel di Horizon Zero Dawn, che è da ricordare come un’importante prima esperienza per Guerrilla Games come team di sviluppo, non bisogna aspettarsi chissà quale rivoluzione, ma il perfezionamento degli aspetti vincenti e lo smussamento di quelli invece ritenuti critici. Al momento, quindi, i maggiori dubbi restano sono sulla componente narrativa, nella speranza che la frammentarietà e la passività che hanno caratterizzato quella del primo capitolo venga in qualche modo attenuata. Le numerose cutscene presenti nel video dello State of Play, lasciano ipotizzare una loro maggiore presenza in Horizon Forbidden West, il ché renderebbe la storia forse più lineare, ma più facile da assorbire per farsi travolgere appieno. E con un mondo di gioco così bello da vedere, cresce la voglia di poterlo vivere appieno. Per questo l’augurio principale è che accanto a un già apprezzato combat system ci sia più attenzione verso tutto il contesto, soprattutto narrativo ed esplorativo, per un’immersione davvero completa. Altrimenti, a che servono gli open world?

