House of Gucci: Lady Gaga spiega perché non ha mai incontrato Patrizia Reggiani e la preparazione d'attrice
Lady Gaga torna a parlare di House of Gucci. Spiega perché non ha mai incontrato Patrizia Reggiani ed elogia la sensibilità di Ridley Scott
Ma in generale, messe da parte le polemiche, House of Gucci, tratto dall’omonimo libro, sembra essere un veicolo di affermazione della musicista e attrice come grande star anche del cinema, dopo il successo di A Star is Born. Gaga ha fatto innumerevoli apparizioni in film e serie tv. Questa parte ha però un qualcosa in più delle altre. Ha infatti più volte detto di avere messo tutta se stessa nel ruolo, arrivando a non abbandonare mai il personaggio, mettendo a rischio la sua salute mentale. Notizie che lei stessa sta ridimensionando, raccontandole come parte del mestiere e come scelte necessarie per ottenere un buon risultato.
Una crisi incanalata nel dramma di Patrizia Reggiani. La prima cosa che ha chiesto a Ridley Scott era se il suo personaggio avesse mai amato veramente Maurizio Gucci e il regista rispose di sì.
Non appena Ridley ha detto che era amore, ho abbandonato l’idea che fosse una donna in cerca di denaro e ho ricercato ogni possibile articolo, ogni intervista con lei. Non ho letto il libro. L’ho iniziato ed era pieno di opinioni, così l’ho lasciato. Non voglio che qualcuno influenzi il mio pensiero. Ho pensato che fosse una pessima idea anche incontrare Patrizia, dopo che l’ho vista nelle sue interviste, perché avrebbe avuto un secondo fine e avrebbe voluto che raccontassi la storia nel modo in cui lei vuole sia raccontata.
Il suo lavoro di immedesimazione non si è limitato alla parlata, ma ha applicato diverse tecniche di studio e preparazione d’attore anche per definire il portamento. Gaga racconta di avere basato l’evoluzione del suo linguaggio corporeo su quello di tre animali.
Inizio come un gatto domestico, che ha questo aspetto seducente ma può essere anche distaccato. Ho usato la sua fisicità. Poi quando vede Aldo dalla parte di Maurizio pensa ‘forse posso convincere Maurizio ad avvicinarsi alla famiglia, ad essere parte dei nostri affari’. In quella scena ho deciso di trasformarla da un gatto in una volpe. Poi, quando un avvocato dei Gucci va nella scuola di mia figlia per consegnarmi i documenti per il divorzio - significa che Maurizio non ha avuto il coraggio di farlo da solo - Mi trasformo da una volpe a una pantera. Ho lavorato studiando la pantera. In che modo seduce la sua preda? Come si avvicina lentamente prima di gettarsi addosso? Cosa succede quando è così furiosa per la fame da entrare in modalità sopravvivenza?
Durante l’intervista i due hanno parlato anche del successo (o dell’insuccesso) e del peso delle critiche. La miccia è stato il flop al botteghino di The Last Duel, il primo, ambizioso, film del regista arrivato in sala quest’anno. Per lui non è un problema, come già detto in passato, ricorda infatti che anche Blade Runner non fu un successo ma il tempo gli diede ragione. Non legge le critiche e non fa i film per compiacere il pubblico, vuole essere lui il critico di se stesso. Lady Gaga gli dà ragione, aggiungendo che non è sostenibile alla lunga continuare a fare arte per compiacere qualcuno o cercare gli elogi. Si rischia di appassionarsi solo all’affetto tributato dalle persone e non al proprio lavoro. Lei stessa ha perso la sua stella polare quando ha iniziato a preoccuparsi eccessivamente del consenso. Il suo Blade Runner, dice, è stato l’album Artpop.
Fonte: Ny Times