Il peggio della settimana in tv: a Non è l'arena Emilio Fede e Vladimir Luxuria
Il nostro impietoso zapping nel peggio della settimana televisiva italiana
Si parte con una ventunenne sovrappeso, quindi, per il pensiero comune assolutamente infelice, quindi necessariamente desiderosa di cambiare la sua esistenza per sentirsi accettata, perché la ragazza, per sua stessa ammissione, alla sua età, non ha mai avuto un fidanzato ed è ancora vergine. Promette quindi che ce la metterà tutta per perdere i trenta chili in eccesso accumulati mangiando senza rendersene conto. Dopo un anno, che per noi telespettatori si concentra in un minuti, ricompare irriconoscibile, raggiante, in forma e felice di se stessa. Che forza di volontà ha avuto questa ragazza, direte voi, invece la giovane dice subito di essersi sottoposta ad un intervento di riduzione dello stomaco ed di potere ora affrontare il mondo a testa alta. La seconda storia, neanche potesse lontanamente venire messa sullo stesso piano della prima, vede come protagonista un ragazzo che ha perso una gamba in un incidente automobilistico tre anni fa e che cammina grazie a delle stampelle, dopo avere avuto insormontabili problemi con le protesi. Adesso ha deciso di superare le sue paure e nonostante le precedenti esperienze negative vuole finalmente mettere un arto artificiale e camminare come tutti. Serena Rossi allora gli rivolge una domanda da premio Nobel “perché vuoi camminare senza stampelle?”. La risposta del ragazzo la asfalta senza neppure che lei se ne accorga ”per avere le mani libere”. Sì, che in questo momento sarebbero utili per rivolgerle contro la Rossi dopo una domanda tanto idiota.
Ma ora il buzzurro vuole diventare più elegante, imparare le buone maniere e conquistare, parole sue, le ragazze altolocate, perché fino ad ora ha rimorchiato, dice lui, solo quelle di basso stile che, ci immaginiamo, ora che lo hanno visto in tv, lo attenderanno con entusiasmo sotto casa. Nell’anno trascorso a trasformarsi in essere umano, lo zoticone viene mandato a scuola di dizione e ad imparare il bon ton da Carla Gozzi, ma non basta un look ripulito ed un capello ordinato per tramutare un bifolco in un lord. Serena Rossi però si complimenta con il ragazzotto per la sua evoluzione, ma poi nota che l’arma segreta di conquista, il piercing sulla lingua, è ancora lì. Glielo fa notare, e lui, bello tronfio risponde: “è l’unico che ho rimasto e lo rimarrò”. Ed ogni volta che costui apre bocca, un libro di grammatica va in autocombustione. Ci domandiamo quali altri sfolgoranti cambiamenti di vita ci verranno narrati nelle prossime puntate dato che in una sola sono praticamente stati toccati tutti i casi umani, veri o inventati, possibili.

E se il volto stravolto dalle finte lacrime delle Atzei ci ha impressionati, di certo non possiamo essere rimasti impassibili di fronte a quello di Emilio Fede, ospite di Non è l’arena di Massimo Giletti che ha abbandonato per il momento le incursioni in territori hard per dedicarsi anema e core alla politica e agli scandali del calcio. Emilio Fede, tra guai di varia natura, è stato lontano dalla tv per parecchio tempo ed ora si ripresenta con il volto stravolto dai ritocchi, gonfio come un castoro che si sta riempiendo le guance di nocciole. Non è tanto importante quello che dice, perché il suo nuovo aspetto ci lascia così interdetti da perdere il senso di ciò che ci circonda e di sentire le parole che vengono dette lontane lontane. Ma ci pensa Vladimir Luxuria a ridestarci dallo choc raccontando gustosi aneddoti sui suoi trascorsi in Parlamento, dove pare che una onorevole donna, dopo averla seguita nel bagno delle donne, l’avrebbe malamente ripresa e invitata a servirsi di quello degli uomini. Luxuria dice allora di avere caldamente consigliato alla collega di andarci lei nel bagno dei signori, chissà mai che le capitasse di vedere qualcosa che evidentemente non vede da tempo. Un tocco di classe non guasta mai.
E dalle iene di Montecitorio, passiamo a Le iene della tv che nella puntata infrasettimanale hanno avuto l’onore della presenza di una protagonista d’eccezione come Fabio Rovazzi alle prese, per la speciale occasione, con uno scottante servizio. L’onnipresente Rovazzi, dopo i successi discografici raggiunti pur non essendo cantante, torna in tv per occuparsi della vendita sottobanco ed illegale di dati personali che in questo giorno ha malamente coinvolto Facebook e il suo inventore Zuckerberg. La nostra iena improvvisata, giocherellando con dei tenerissimi gattini che zompettano su scrivania e computer, con aria da saputello ci snocciola il caso Cambridge Analytica, intervista via web Marco Montemagno, imprenditore tech e ascolta con occhietti indagatori quanto l’esperto spiega in materia di violazione di privacy, manipolazioni del pensiero e sorveglianza di massa, creando lo stesso allarmismo di una qualsiasi boiata del mascherato Adam Kadmon di “Mistero”. Si parla di utilizzo di dati personali a fini politici, per manovrare risultati elettorali, spostare il voto del popolo, studiando i gusti delle persone, le loro esigenze e anticipando le risposte alle loro domande. Rovazzi, per spiegarci meglio la faccenda, pensando evidentemente di rivolgersi ad un pubblico di imbecilli, semplifica il tutto paragonandolo ad un primo appuntamento con la ragazza dei proprio sogni, a cui si va conoscendone già tutte le preferenze e bisogni, in modo da andare sul sicuro e fare subito colpo. Lo spiega a noi e ai gattini che miagolano e che visibilmente cercano anche loro di allontanarsi da questo ragazzetto con le occhiaie e i baffetti da sparviero. Facebook ci spia? Questo è l’amletico dilemma di Rovazzi che in questa nuova veste di tuttologo tenta di illuminare le nostre menti, mettendoci in guardia proprio dai temibilissimi social, a cui lui però, in realtà, deve tutto il suo inspiegabile successo.