Il peggio della settimana in tv: Elisa Isoardi lancia la nuova Prova del cuoco
A La prova del cuoco, la nuova conduttrice cerca di dare la propria impronta al seguito programma
Quindi, se la supplente non è piaciuta una volta, non si sa capisce perché mai farla diventare adesso di ruolo a tutti gli effetti. Parlare male del programma, dopo l'evidente flop di ascolti a solo qualche giorno dalla sua partenza, è un po' come sparare sulla Croce Rossa, ma un paio di cosucce dobbiamo per forza dirle. Intanto è evidente che non è più La prova del cuoco bensì lo spin off, molto allungato e brodoso, di Buono a sapersi, l’insulsa trasmissione della Isoardi che fino allo scorso anno precedeva l’appuntamento quotidiano con la cucina della Clerici.
La prima puntata della pubblicizzatissima nuova edizione si è aperta con una sorta di celebrazione della Isoardi: immagini in bianco e nero, che poi diventano a colori, la ritraggono nei corridoi della Rai, mentre, volteggiando sui tacchi, si avvia verso lo studio ed una suadente voce narrante, che pare quella del giudice di Ballando con le stelle dopo un corso di dizione italiana, recita i versi di una canzone che fa così “Sei perfetta perché sai sbagliare bene…non perché non fai errori, ma ne fai tanti... perché sai rialzarti... testa dura cuore morbido”.
Sarebbe risultata più ironica se fosse apparsa, in pieno delirio di onnipotenza, palleggiando un mappamondo gonfiabile come il dittatore di Chaplin. E da subito rimpiangiamo la godereccia Antonella che, senza remore, assaggiava tutti i piatti, mentre questa ci sta già elencando le proprietà e le calorie del pomodoro, detto, alla piemontese, con la terza o stretta, che lo rende ancora più stitico.
La Balivo confessa di non essere una grande cuoca e confida all'amica che quando non c'è la tata, ai suoi bimbi prepara un toast oppure "tira" dal freezer i bastoncini, sghignazza di continuo e poi, sotto l'occhio stupito di Eli, una volta pronta la zuppa, la assaggia, anche se, dice, in camerino, la attende della bresaola. "Ma come? Assaggi le cipolle?" dice la Isoardi incredula e subito aggiunge "Beh, ma in fondo sono diuretiche e quindi perfette per sgonfiare dopo vacanze e il peperoncino invece aiuta il metabolismo”. La sua amica è perdonata per l'insano gesto ma soprattutto perché, a sorpresa, le fa comparire da dietro le quinte la mamma, giunta per stare vicino alla figlia in un giorno così importante. Lacrime di commozione, e poi un collegamento con l’inviato a cui viene continuamente tolta la parola e finalmente la,gara dei cuochi, moscia come non mai. Per ora il programma è parecchio deludente.
Altrettanto poco convincente è Caterina Balivo col il suo talk show nuovo di zecca Vieni da me. Il programma, che risultava già odioso fin dallo spot autoreferenziale che ci ha martellati tutta estate, è un contenitore pieno di pecche. Tra gli ospiti della prima puntata troviamo i due attori Alessandro Tersigni e Roberto Farnesi, presenti per promuovere la nuova serie de Il paradiso delle signore che li vede entrambi protagonisti. I due, per gioco, si prestano a rispondere a domande scottanti del tipo "Quante donne hai avuto? Quale parte del tuo corpo è la più apprezzata dalle donne? Che frasi usi per rimorchiare? Quando una donna è sexy? Quale attrice bacia meglio sul set?". Le risposte sono banali e scontate, ma ad un certo punto, prende improvvisamente forma un siparietto che ci ridesta dal torpore. La Balivo domanda "Che nomignoli usate nell'intimità?".
Incursioni sexy anche nel corso di una puntata di Guess my age, il fortunato game show serale condotto da Enrico Papi. Le concorrenti della serata in questione sono due vivaci amiche over 40, Papi chiacchiera amabilmente con loro e chiede alle sue concorrenti se avessero mai frequentato uno spiaggia di nudisti. Una delle due risponde di esserci stata in realtà per caso e di essersi accorta di essere in mezzo a naturisti nel momento in cui, una volta sdraiata al sole, aveva notato un coso che le penzolava sopra la testa. Bonjour, o meglio, bonsoir finesse.
A proposito di spiagge, per lungo tempo ci rimarrà stampata negli occhi l’incontro tra Lele Mora, il leone della Costa Smeralda ed Emilio Fede, il cavallo di razza del giornalismo italiano, avvenuto proprio in riva al mare della Sardegna. I due uomini vengono fatti incontrare, a loro insaputa, col volto coperto da maschere degli animali che rappresentano, dopo anni di lontananza e dopo tante vicende giudiziarie che li hanno toccati molto da vicino. Deus ex machina, da presa, di questo fulgido frammento di tv verità è Enrico Lucci, tornato sul teleschermo con Reality Sciò, una striscia quotidiana di quindici minuti in cui il giornalista racconta la vita di personaggi più o meno noti accomunati tutti dall’insaziabile voglia di apparire. Si parte con gli amici del re, ovvero l'ex celeberrimo agente dei vip e l'indimenticato direttore del Tg4, grandi frequentatori della dimora di Arcore.
Lucci gli dice che è sempre stato un leccac**o di Berlusconi, che ha scritto solo libri di cazzate, gira per casa sua inquadrando i regali cimeli del vecchio amico, poi commenta "Che pena fai, hai pure l'apparecchio per l'udito” e "Questa casa sembra una farmacia", va in bagno ad aprire gli armadietti e trova delle iniezioni per ringalluzzire le zone intime. Fede dice che si tratta di prodotti scaduti e di averli ricevuti in regalo, il giornalista, scherza e facendo il verso a Benigni nella famosa “presa” di Baudo sul palco di Sanremo, cerca di afferrare le parti basse del direttore che si ritrae ammettendo poi di avere messo a riposo l'attrezzo ormai da tempo. E a noi mette tanta, ma tanta tristezza. Va bene giocare, ma qui sembra davvero che il buon Lucci se ne approfitti un po' troppo della docilità di Fede, dovuta solo alla senescenza, e non ci sembra una partita ad armi pari.
Decisamente meglio il confronto con Lele Mora. Lucci lo segue mentre ritorna baldanzoso in Sardegna con l'intento di riportare quella che era la sua Costa Smeralda ai vecchi fasti, e in mezzi ad entusiasti fan che vogliono un selfie con l'ex agente, tra cui spicca un signore dall'emblematico cognome Mancazzo e un altro che vuole informazioni dettagliate circa l'esatta forma dei capezzoli di Valeria Marini, torniamo, come spettatori, ad osservare una varietà umana che si riassume in un’illuminante e delicata immagine che ci regala Lele Mora quando esclama “I porci nella m***a stanno bene”. Magari, stavolta, sguazzarci dentro di nuovo, gli porterà più fortuna.