Il peggio della settimana in tv: il Festival di Venezia diventa terreno di caccia per VIP
Non solo film al Festival di Venezia, nel peggio della settimana in tv
Pascal conosce tutti ed e amico di tutti, anche delle star più inarrivabili che lui riesce a riprendere anche con telecamera traballante e immagini sfocate che però dimostrano inequivocabilmente che lui c’era ed era lì con loro.
Ma è Venezia il terreno di caccia di Pascal, ovviamente caccia di star e divi, e mentre scorrono le immagini di un recente concerto di Albano e Romina, senza alcun apparente nesso logico, vediamo un’intervista a Ornella Muti, che bacia e abbraccia l’amico e si prepara a rispondere alle sue impertinenti domande del tipo “Cosa vuol dire essere glamour? Qual è l’immagine della donna del futuro?”. E la risposta dell’attrice è ancora più inutile ed imbarazzante della domanda rivolta: “Ognuno di noi deve rimanere se stesso”. Perle di vera saggezza.
Si tocca poi la spinosa questiona delle donne italiane che in questi anni di crisi possono trovarsi in difficoltà e la bella Ornella osserva arguta “Ci dovrebbe essere equità, c’è gente sfortunata, però non è che chi ha più soldi sta meglio di chi non ne ha“ e quando Pascal le chiede “Cos’è per te la felicità?” finalmente ci illuminiamo e ci appare tutto più chiaro quando arriva la lapidaria risposta “Chiedilo ad Albano". Ora che abbiamo capito il motivo delle immagini di prima, arrivano anche gli auguri del cantante di Cellino San Marco a Costanzo, definito dall’artista pugliese un “vero e proprio faro per tutti”.
La telecamera malferma riprende poi il presidente di giuria, Guillermo Del Toro mentre il nostro giornalista d’assalto lo invita a dire qualcosa agli italiani, e mentre una voce urla “tequila”, il simpatico regista messicano, per rimanere in tema risponde “Amaretto!” e aggiunge “Io molto felice”. Più felice di lui è sicuramente Vicedomini che ha raccolto questa rivelazione esclusiva!
Zompettando tra un attore nostrano e l’altro, si trova il tempo anche per un’incomprensibile marchettona galattica ad Alessandra Amoroso che, narra la voce di Pascal, dopo la perdita di due grandi amori della sua vita, la nonna e il cane, è tornata più grintosa che mai. E vai col primo video, girato a Murano, tanto per trovare un’attinenza, e poi mentre l’amico delle celebrità intervista Stefano Accorsi, ”uno degli attori più eclettici del cinema italiano” che con occhiali da intellettuale ci illustra gli odierni ammortizzatori sociali, passa per intero un altro video dell’Amoroso, proprio mentre l’attore sta parlando e di cui quindi sentiamo solo la voce. È chiaro che tra i due la cantante ha la priorità.
Nella puntata andata in onda venerdì si parla di mancanza di lavoro e incremento della povertà nel nostro paese, e l’esuberante parlamentare dialoga con gli ospiti in studio accomodata su di un divano a stampa giraffa direttamente dalla spiaggia del Twiga, lo stabilimento balneare con annesso locale notturno di sua proprietà, amorevolmente circondata dai suo dipendenti. La Santanchè, oltre ad essere una parlamentare, è anche un’imprenditrice e dopo avere rimarcato il fatto di dare lavoro a parecchie persone, sostiene ad alta voce e con foga che sarebbe opportuno devolvere i soldi destinati agli immigrati ai poveri nazionali e parte poi subito per la tangente accalorandosi sulle questioni clandestinità e criminalità.
Un attimo dopo, deviando dal contesto, racconta che la pagoda sulla spiaggia che stiamo vedendo alle sue spalle è stata messa sotto sequestro, a suo parere, per un’ingiustizia nei suoi confronti ed inizia ad inveire contro quegli invidiosi che le avrebbero fatto questo torto. Dallo studio il collega politico ed esponente dei Verdi Bonelli, dopo avere premesso di essere in fase zen e averle fatto notare che non può saltare dal discorso sul lavoro, agli immigrati e poi a questioni personali, perde le staffe.

Clima molto più disteso invece per la sezione repliche estive, tra le quali questa settimana vi proponiamo Indietro tutta!30 e l’ode, programma in due puntate (noi ne abbiamo vista solo una e siamo a posto così) che ripropone i fasti di una delle trasmissioni cult per eccellenza della fine degli anni ‘80. La celebrazione dei trenta anni dalla messa in onda dell’indimenticato show viene affidata alla conduzione di Andrea Delogu con la partecipazione dei due pilastri del leggendario programma, Renzo Arbore, anche creatore dello stesso e Nino Frassica. I tre sono in uno studio trasformato in aula universitaria in compagnia di finti studenti, tenuti a bada dalla “professoressa” Delogu, insieme ai quali ripercorreranno tutti i momenti salienti di Indietro tutta.
Arbore come sempre, gongola e si compiace ancora della sua fortunata creatura, si diverte con Frassica come ai tempi, e, non avendo copione come allora, ma andando a braccio, come si dice in gergo, uno dice all’altro “Mi vedono ballare e quindi mi chiamano a Ballarò”. I due raccontano poi di come, non volendo accettare gli sponsor che si erano proposti, fosse nata l’idea del Cacao Meravigliao, uno sponsor fasullo che però il pubblico credeva fosse vero (diventando così probabilmente la prima fake news) e con i soliti scambi di fraintendimenti, Frassica dice “Sponsor? Come i promessi sponsor?” e Arbore “No, così lei esce dal seminato” e l’altro “Ah, chi esce dal seminato non può più fare il prete”. E ridono, ma noi no.
Proprio come una volta, ripropongono finti dialoghi con politici, tra cui Mattarella, Prodi, De Mita e Craxi, ma per offrire qualcosa più al passo con i tempi, introducono anche un singolare Donald Trump, doppiato con spiccato accento pugliese, che osserva che le ballerine del Cacao Meravigliao sono troppo nere, e quindi lui preferisce le ragazze coccodè.
Uno dei ragazzi, evidentemente sbagliando domanda, chiede come mai non invitassero mai ospiti in trasmissione e nel frattempo, per rendere la domanda ancora più insensata, parte proprio uno spezzone che vede la partecipazione al programma del compianto Massimo Troisi. Arbore, già che c’è, approfitta per mandare un saluto alla sorella dell’attore scomparso.
La Delogu, comprimaria dall’inutile presenza, ride tutto il tempo talvolta fino a contorcersi ed accucciarsi e canticchia pezzi diventati iconici come Sì, la vita è tutto quiz, Canzone esagerata (nota come C’è chi c’ha) o la strafamosa Cacao Meravigliao, senza sapere una parola.