Il peggio della settimana in tv: l'imperdibile preserale dell'ex senatore Antonio Razzi
Ripercorriamo il peggio della settimana in tv
E quindi deduciamo che dev'essere solo grazie allo strettissimo grado di parentela che ci ritroviamo Marica Pellegrinelli alla guida dei Wind Music Awards Summer. La signora Ramazzotti, moglie di Eros, presenta gli artisti con la stessa cantilena di una scolaretta alla festa delle medie, è impacciata e non crea empatia con i suoi ospiti, anche se molti di loro probabilmente li conosce già di persona, si limita ad eseguire il suo compitino senza arrivare alla sufficienza. Tra l'altro, con in fianco un compagno di lavoro esperto della materia come Federico Russo, la cosa dovrebbe venirle più semplice, invece il suo debutto televisivo è assolutamente da dimenticare. Eppure non è che sul palco debba fare chissà cosa, il programma non è altro che un minestrone dei momenti salienti delle due puntate precedenti più qualche inedito e immagini dal backstage.
Pollice verso anche per l’ex senatore Antonio Razzi che, decaduto dai suoi incarichi politici, si ritrova protagonista di un programma preserale su Nove Tv dal prevedibilissimo titolo Razzi vostri.
Nella breve striscia quotidiana, una sorta di mini sit-com mal fatta, recita la parte di un politico in piena campagna elettorale che invia messaggi alla nazione, con il chiaro fine di riprendersi i suoi voti e di ritornare al suo posto di senatore. Nei panni di segretario factotum troviamo l'ansiogeno comico Saverio Raimondo che cerca di rimetterlo in pista, rendendolo il più piacevole possibile al suo elettorato mentre Razzi fa il verso a se stesso, parodiando l' imitazione magistrale che Maurizio Crozza ha fatto di lui, quindi in pratica imita se stesso imitato da un altro.
Cita avvenimenti importanti accaduti quel giorno, come l'invenzione del bancomat, più di 50 anni fa, ma strizzando l'occhiolino dice che lui preferisce sempre il cash. Poi ci informa di portare mutande dai colori spiritosi, mentre il fido assistente lo interroga sul congiuntivo presente del verbo essere, che ovviamente lui non sa e in sottofondo partono continue, sommesse, ma fastidiosissime risate registrate.
Conclude poi il suo intervento con l'improbabile messaggio, da statista, tratto da un fantomatico libretto intitolato “Se non lo sai, sallo“ che recita così “A cattivo lavoratore, ogni zappa fa dolore”. Anche a noi fa dolore agli occhi vedere un tentativo, fallito, di trasformare un politico in attore comico quando invece, preso al naturale così com'è, è molto più divertente rispetto al copione che deve seguire.
Ci siamo finalmente con la sezione repliche estive e su Raidue incappiamo in una puntata andata in onda ad inizio d'anno di Lavori in corso, la rubrica di approfondimento del TG2 del mattino che in questa ghiotta occasione parla di galateo e bon ton. Conduce la giornalista Simonetta Guidotti che ha la peculiare caratteristica di interrompere continuamente i suoi ospiti, invitandoli a risposte più concise perché lei ha un sacco di domande da fare, salvo poi invece prendere sempre più spesso la parola dilungandosi a commentare o raccontare i fatti suoi. Riesce a sopraffare anche stavolta i suoi ospiti intervenuti per illuminare noi popolo di grezzoni sulle regole delle buone maniere. Il trittico di esperti è composto da Antonella Boralevi, per la quale ci tocca riesumare dalla naftalina l'aggettivo sussiegosa, che lo Zingarelli deve avere coniato apposta per lei, poi la scrittrice Barbara Ronchi Della Rocca, ex consulente del cerimoniale del Quirinale e lo storico della cucina Carlo Spallino Centonze. Ci sono più cognomi che esseri umani, mancava solo la contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare e avevamo fatto en plein.
Ma seguiamo con attenzione quanto ci rivelano nella speranza di evolverci dalla nostra rozzezza e così adesso sappiamo che i nostri comportamenti identificano subito la classe sociale a cui apparteniamo, quindi se tentiamo di imbucarci in un evento dell'alta società verremo subito sgamati non appena stringeremo la mano a qualcuno esclamando entusiasti “piacere!”. Non si fa, perché piacere si dice solo quando il sentimento è reale e deve essere anche argomentato. Ad esempio, dice la Ronchi Della Rocca, se incontriamo il nostro scrittore preferito per cui nutriamo stima e rispetto, allora sì che la conoscenza genererà un vero piacere. In caso diverso verremo etichettati come buzzurri senza scampo e certamente come non appartenenti ad ambienti di alto rango. Però, dice poi la Boralevi, bisogna imparare a salutare tutti, anche i sottoposti e gli uscieri, perché il saluto non si nega a nessuno, neppure a quelli con cui abbiamo litigato, aggiunge l'altra milady in collegamento. E qui ci accorgiamo che, anche senza essere aristocratici, noi in realtà abbiamo sempre detto buongiorno o ciao senza chiederci a quale ceto appartenesse il nostro interlocutore. I tre spocchiosi ospiti, simpatici come il prezzemolo tra i denti ad una prima uscita galante, mettono un pochino in soggezione anche la logorroica padrona di casa, che, rubando di nuovo la parola, ci tiene a precisare che anche lei conosce il galateo e la sua nonna le aveva insegnato che è più importante vestirsi bene, con un intimo pulito e curato, sotto gli abiti che sopra e che ancor di più è necessario imparare a stare a tavola come i nobili e conoscere bene l'etichetta perché nella vita può capitare di sposare un ambasciatore.
Visto che non siamo capaci di salutare, mangiare e parlare, come gesto liberatorio ci viene da fare una bella pernacchiona, in fondo l'aveva fatta anche Totò, al secolo Principe De Curtis, quindi deve essere per forza una cosa très chic.
Chiusa la parentesi repliche, l'estate appena iniziata ci regala anche dei programmi nuovi di zecca. Certo, vanno in onda all'ora dei lupi, ma sono un'assoluta novità.
Ma poi si scivola sul privato, iniziando dall'ex marito Stefano Bettarini. La Ventura ricorda il primo incontro, lui che arriva dal mare sulla spiaggia, a bordo di una moto d'acqua, con i capelli al vento, bello come il sole. La storia poi, si sa, è finita, forse perché lei è sempre stata mediaticamente sopra di lui, ma non lo faceva apposta, allora la Perego la riporta con i piedi per terra ricordandole le corna subite dal bel calciatore. E che invece l'attuale compagno lo ha conosciuto nella sala d'attesa dell'ortopedico, forse può stare più tranquilla. Ma andiamo oltre e si arriva a parlare della carriera, degli alti e bassi degli ultimi anni, dell'esperienza all'Isola dei Famosi che aveva messo in mostra tutta la sua fragilità donna. La Perego ritiene che tornare in un programma da concorrente, anziché da conduttrice (perché il programma l'hanno dato ad un'altra) sia un gesto di grande umiltà. E completa con la stilettata finale “chissà che prima o poi qualcuno lo capisca e ti richiami all'Isola”. La Ventura però ha un moto d'orgoglio, ci tiene ad elencare tutti i programmi ad appannaggio maschile che invece lei ha avuto la possibilità di condurre, da donna, per prima. In tutta questa intervista si respira un'aria di complicità forzata, dovrebbe essere una chiacchierata tra amiche, ma poi quando si toccano argomenti intimi come l'esperienza di una gravidanza interrotta in giovane età e raccontata dalla Ventura nel suo libro, abbiamo la sensazione che ci sia la ricerca dello scoop o della rivelazione esclusiva a tutti i costi, e se questa non arriva, che la conduttrice non resista alla tentazione di punzecchiare la sua ospite. Dopo Simona Ventura, in questa prima puntata è il turno di Carolyn Smith e la sua malattia. E ci sentiamo dei guardoni in attesa della confessione inconfessabile.
Ma non era abbastanza Peter Gomez?