La maggior parte dei genitori non fa caso al rating dei videogiochi
ESRB e PEGI, sono avvertite. I genitori potrebbero non prestare attenzione alle indicazioni d'età dei videogiochi...

Alcuni elementi insiti nei videogame vengono percepiti come inadatti a determinate fasce d’età, o addirittura lesivi dello stesso processo di crescita del ragazzo.
Questa visione pedagogica del gaming ha guidato la formazione di commissioni (ESRB, PEGI) incaricate di assegnare un rating ai titoli in uscita.
Le indicazioni delle agenzie vanno intese quasi sempre come raccomandazioni, e non come vere e proprie leggi. Ogni nazione ha una legislazione apposita in merito.
In Italia ad esempio hanno solo valore formale, mentre in Germania un negoziante che venda un gioco inadatto alla fascia d’età dell’acquirente è addirittura perseguibile a norma di legge.

Sull’aspetto pedagogico si sono ottenuti riscontri simili: il 61% dei partecipanti ha detto di non essere particolarmente preoccupato che il proprio figlio diventasse più violento a causa dei giochi.
Simon Kilby, il fondatore del sito, si è detto sorpreso di questi risultati. Questa statistica mal si sposa infatti con il sentimento generale che in primo luogo ha dato i natali alle agenzie di rating videoludico…