La notizia della settimana - Cosa serve per vendere una console?
Le recenti affermazioni di Nintendo UK sulle performance di Wii U stimolano una riflessione


Evidentemente, entrambi questi assunti sono, almeno parzialmente, veritieri. Per mesi e mesi, ed ancora oggi probabilmente, il giocatore occasionale ha faticato a vedere Wii U come una nuova console, a causa della sbagliata strategia di comunicazione di Nintendo, che non ha saputo subito tracciare una linea di demarcazione tra Wii ed il suo successore. La differenza tra le due macchine è nota ed evidente solo al giocatore scafato, che oggi non rappresenta più il punto di riferimento del mercato; è vero, è il tipo di consumatore che spende di più, ma spalma le sue risorse economiche su una vasta schiera di titoli, che comprende certamente le grandi ed enormemente pubblicizzate produzioni, ma anche titolo decisamente di nicchia, e spesso possiede più di una piattaforma di gioco. E, soprattutto, è una minoranza. Può comprare The Wind Waker, ma serve che lo stesso gioco lo comprino anche altri.

Dove vogliamo arrivare? Sembra ormai evidente come il mercato negli ultimi anni sia cambiato radicalmente. C'è bisogno di indovinare il titolo giusto per vendere l'hardware, o dell'usato sicuro, inteso come i brand di massa. Nintendo lo sta capendo a suo discapito (a onor del vero Iwata stesso fu il primo a riconoscere che Wii U aveva bisogno del suo Wii Sports), e vedremo tra una settimana se basteranno i roboanti numeri della riedizione di The Wind Waker per risalire in maniera decisa la china (difficile). E Sony e Microsoft? I preorder delle console stanno andando bene, ma son le prenotazioni dei giocatori più appassionati, che come abbiamo detto ormai non fanno il mercato; dopo alcuni mesi dal lancio di PlayStation 4 e Xbox One, come andranno realmente le cose, con tutti i titoli di riferimento disponibili anche sulle console di quella che sarà la generazione passata, ancora in possesso dei più? Secondo noi, non alla grandissima, poi magari il tempo ci smentirà.