La notizia della settimana - Cosa sta succedendo ai team first party di Sony?
Licenziamenti, abbandoni, ritardi: qualcosa potrebbe essersi rotto nel rapporto tra la compagnia giapponese ed alcunu sviluppatori interni


I fatti: Sony decide di tagliare il personale di tra team: Guerrilla Games, responsabili della serie Killzone, Evolution Games, al lavoro su Driveclub, ed il team interno stanziato a Londra. Basterebbero queste notizie a far accendere la curiosità di un qualunque giornalista o giocatore, ma non finisce qui. Passano poche ore e Col Rodgers, il game director di Driveclub, annuncia l'abbandono della sua carica, intenzionato a cercare gloria altrove. Finito qui? Niente affatto: l'abbandono più recente, forse quello più illustre, è quello di Justin Richmond, director di Uncharted 4. Da Naugthy Dog se n'era andata anche, qualche tempo fa la sceneggiatrice Amy Hennig, ed il quadro abbandoni si completa citando quello, di una decina di giorni fa, di Stig Asmussen, figura di rilievo nello sviluppo della serie God of War, che ha lasciato Sony Santa Monica per bussare ad altre porte.

Tutto parrebbe avere una spiegazione quindi. Noi riteniamo che queste, però, siano solo apparenti. Sony ha delle difficoltà, nel reparto gaming, da ben prima dell'uscita di PlayStation 4, problemi che evidentemente stanno venendo fuori, in maniera chiara, in questo periodo, quando inizia a sentirsi il bisogno di una forte produzione, realizzata internamente, da far attendere ai giocatori, mostrandola magari all'E3 e pianificandone un'uscita nel corso dell'anno. Non può essere un caso che tutti questi abbandoni riguardino, quando non direttamente proprio game designer, tutte persone impegnate nella fase concettuale di un gioco, e le tempistiche con le quali ciò sta avvenendo sono troppo sospette per essere giudicate casuali. In altri tempi, poi, la compagnia avrebbe gestito diversamente le varie questioni, l'impressione è quella che qualcosa stia sfuggendo al controllo. Troppa pressione? Forse, ma è solo una delle molte supposizioni che si possono fare, e che rimangono tali. Ma l'evidenza dei fatti non può essere fatta passare per normalità.