La notizia della settimana - Quello che Microsoft non dice
Delle riflessioni sui punti non trattati dall'azienda di Redmond nella presentazione di Xbox One


Il primo, è la questione usato. L'azienda di Redmond ha evitato di dirlo, ma Xbox One avrà un sistema molto invasivo al riguardo, che di fatto uccide, prima ancora della sua nascita, un potenziale mercato dell'usato per la console. Ogni gioco acquistato infatti, sarà correlato all'account del giocatore, pertanto sognatevi di prestarlo ad un vostro amico, tanto meno di acquistare a prezzo veramente ridotto un nuovo titolo per la vostra console. Il procedimento per l'usato sarà infatti questo: esclusivamente presso rivenditori autorizzati, quelli che sottoscriveranno un accordo economico con Microsoft, si potrà dare indietro un gioco, questo verrà depennato dal vostro account e sarà rivenduto al prezzo deciso dal negoziante. Il costo di attivazione del gioco usato sarà a suo carico, non a carico del giocatore, come si temeva, ma è ovvio che, con una parte di esso che va a Microsoft, un'altra al publisher, il rivenditore si troverà costretto ad alzare il prezzo dei giochi usati, a tutto svantaggio del giocatore. E non è poi detto che catene e negozi accettino di buon grado questo meccanismo, perché nel momento in cui l'ipotetico prezzo di un gioco usato si avvicinasse molto a quello di un gioco nuovo, per il rivenditore la soluzione più logica sarebbe non trattare giochi usati ma gestire solo copie sigillate.

Il terzo punto oscuro è il peso dell'online nel funzionamento della console. Xbox One non avrà bisogno di essere online 24 ore su 24 per fruire dei suoi giochi e delle sue funzioni, ma sembra che ogni sua componente abbia bisogno di una connessione, seppur occasionalmente, per essere gestita. Il sistema appare essere quindi meno invasivo rispetto a quanto si pensava, ma probabilmente richiederà comunque una connessione a internet, facendo di fatto della nuova console Microsoft la prima a necessitarla.