Last Action Hero 25 anni fa uccideva per sempre il cinema d'azione anni '80
Doveva celebrare il cinema prendendolo in giro, invece ne sancì la morte definitiva. Dopo Last Action Hero il cinema d'azione non sarebbe più stato così potente come nei dieci anni precedenti
La storia, la resa, i protagonisti, il suo essere un film metacinematografico, e il suo successo tiepido rispetto alle aspettative (costato 80 milioni ne incassò 130 in tutto il mondo di cui solo 50 in America, anche per una serie di clamorosi errori nella strategia distributiva), concorrono a etichettarlo come l’ultimo film d’azione che voleva essere creato secondo quei canoni e contemporaneamente il primo di una nuova era: autoironico, dichiaratamente esagerato, ripiegato verso un pubblico più familiare, molto poco serio con l’azione.
La prima parte quindi racconta il mondo dei film come fosse quello dei cartoni animati di Roger Rabbit (che era uscito 5 anni prima), annullando la violenza e puntando sul divertimento; la seconda ne mette in scena la falsità, facendo vedere come in realtà Jack Slater, convinto di poter fare anche da noi quel che fa nei film, finisca per farsi malissimo; una terza parte confusissima mescola attori nel ruolo di se stessi con controparti finte nello showdown alla prima di un film di Jack Slater.

Invece nel 1993 tutto era già finito, i fisici cominciavano ad essere coperti. Stallone aveva già fallito con Rocky V e girato Fermati O Mamma Spara e Oscar Un Fidanzato per Due Figlie, Van Damme era pronto per Timecop e A Rischio Della Vita, due film in borghese, d’azione più canonica e soprattutto Schwarzenegger veniva da Atto Di Forza, altro film “vestito”, la cui violenza eccessiva contribuì in modo determinante ad una revisione dell’azione verso i toni più familiari mentre dopo avrebbe girato True Lies, film lontanissimo dagli standard anni ‘80, autoironico in cui la famiglia viene coinvolta nelle scene d’azione.

Da quel momento il cinema d’azione non è certo morto ma è diventato qualcos’altro e non ha più raggiunto la potenza di quegli anni. Per quanto altri film in stile anni ‘80 siano stati prodotti anche dopo, come Die Hard, non sono più stati grandi eventi ma nei migliori casi solido cinema di serie B. Quello degli action movie non è stato più un filone di produzione florido a budget alti, si è trovato una sua nicchia e i suoi protagonisti non sono più stati gli attori più pagati.

Ad oggi quella gloriosa esperienza, rimodulata, mutata, adattata ed evoluta la si trova in tutto il cinema di supereroi che, con dovizia di digitale e green screen, riprende ed enfatizza le esagerazioni fumettose dell’edonismo reaganiano. Ovviamente manca la componente “edonista”, o almeno è ben mascherata, ma tutto ciò che Last Action Hero prendeva in giro è incastrato in quei film (uno degli sceneggiatori, Zak Penn, ha poi scritto diversi film di supereroi).