Lucrezia Forever!, la recensione dello spettacolo basato sul fumetto di Silvia Ziche
Abbiamo recensito Lucrezia Forever!, lo spettacolo basato sul fumetto di Silvia Ziche andato in scena durante Lucca Changes
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Purtroppo, la quarta produzione di questo filone che fonde Teatro e Fumetto è un passo falso, per motivi in parte imputabili alle inusuali condizioni di fruizione, alle quali l'attrice protagonista Amanda Sandrelli riesce ad adattarsi, essendo esperta sia di recitazione davanti alla telecamera che sul palcoscenico. Lo spettacolo è stato pensato per l'era Covid-19, motivo per cui quest'anno si è optato per un monologo; Lucrezia interagisce con alcuni personaggi, ma o sono interlocutori fuori scena con cui parla al cellulare, oppure sono figure astratte rappresentate in animazione sul fondale proiettato, come lo spirito della nonna defunta. Fino a una settimana prima della messa in scena era prevista la presenza in sala di un pubblico distanziato, ma il DPCM di fine ottobre ha sancito che la platea del Teatro del Giglio di Lucca sarebbe stata vuota.
Graphic Novel Theater mostra un'altra sua debolezza confrontandosi per la prima volta con un fumetto che graphic novel di sicuro non è: la Ziche ha raccontato le disavventure quotidiane di Lucrezia e le sue psicosi quotidiane sotto forma di vignette, tavole autoconclusive e brevi storie, per cui in questo caso il lavoro di scrittura e rielaborazione è stato maggiore rispetto agli spettacoli precedenti che adattavano un racconto cartaceo già strutturato. Francesco Niccolini scrive e dirige una sit-com solitaria, nella quale la protagonista sfoga la sua frustrazione per le sue sfortune sentimentali: Lucrezia, novella Bridget Jones, vorrebbe un amore vero, che duri per sempre, ma inanella appuntamenti disastrati con uomini insoddisfacenti.

