Martin Landau, ricordato per il cinema ma eroe della televisione
Attore grandissimo abbonato a parti secondarie e solo raramente fortunato con i ruoli principali, Martin Landau ha brillato in tv quasi più che al cinema
Veniva dall’Actor’s Studio Landau, dalla stessa classe di Steve McQueen e James Dean, lo stesso anno proprio, ma non aveva la faccia da protagonista, non aveva il volto buono per guidare un intero film. Invece aveva sopracciglia luciferine che nei primi anni di carriera gli sono valsi ottime parti da cattivo, come per Intrigo Internazionale, il suo secondo film per il cinema in cui è il braccio destro di James Mason.
Era un attore di sopraffina delicatezza e grande capacità di sparire dietro il personaggio. Se certi interpreti hanno il loro segreto nell’essere sempre se stessi, Landau invece era sempre qualcun altro.
Sì va dall’Alfred Hitchcock Hour al Tenente Colombo, da Johnny Staccato (serie poco nota in Italia ma in realtà vero gioiello di detective stories nel mondo del jazz newyorchese con John Cassavetes nel ruolo di protagonista) a Bonanza, da Ai Confini Della Realtà fino a Get Smart e poi ancora La Signora in Giallo, Entourage e doppiaggio per I Simpson o anche Spider-man.
È stato un incredibile mestierante di altissimo profilo, un attore con una formazione eccezionale messo al lavoro per ruoli di supporto e capace così di dare contributi eccellenti a qualsiasi genere di film.
Forse ne è un buon esempio uno degli ultimi, Remember di Atom Egoyan, in cui il riflettore è puntato su Christopher Plummer per tutto il film, ma in cui è lui, da dietro, con poche scene e un personaggio fantastico (costretto all’immobilità su una sedia a rotelle) a tirare le fila di tutto. Una specie di piccola summa di una carriera intera.