P. T. - uno sguardo ravvicinato al teaser che sta terrorizzando il mondo
Abbiamo provato P. T. e, sorpresa delle sorprese, non abbiamo fatto i salti sulla sedia
articolo a cura di Alessia Pelonzi
Ma cos'è mai questo P. T.? Presentato come il primo teaser interattivo della storia, trattasi di una sorta di minigioco in prima persona - che poi tanto mini potrebbe non essere. Catapultato senza indizio alcuno in una stanza spoglia, eccezion fatta per un tavolaccio di legno e una porta da cui si ha legittimamente paura di uscire, il nostro protagonista senza volto - almeno per il momento - si trova a vagare in un corridoio a L che si rivela ben presto essere location unica di un inquietante loop. Il nostro eroe va avanti, svolta a destra, scende delle scalette, attraversa quella che ha tutta l'aria di essere la porta della cantina e - ta dan! si ritrova all'inizio del corridoio.
Eh già, perché - udite udite - P. T. non è altro che un teaser di Silent Hills, prossimo titolo della celeberrima saga survival horror di Silent Hill. Il gioco, sviluppato da Hideo Kojima (autore della serie di Metal Gear) in collaborazione con Guillermo del Toro, non ha ancora una data di rilascio ufficiale (Kojima ha dichiarato che il titolo non uscirà prima del 2016 e che resta ancora da decidere se sarà in prima o terza persona), ma la diffusione virale di P. T. ha senza dubbio contribuito ad accendere l'entusiasmo intorno a questo imminente capitolo. Capitolo che sembra essere piuttosto promettente, a giudicare dal filmato conclusivo, in cui ammiriamo finalmente il volto del nostro protagonista: un Norman Reedus perfettamente replicato in CG, che si avvia con passo sicuro verso uno scenario urbano devastato e - presumibilmente - pullulante di creature mostruose. E chi meglio dell'interprete di The Walking Dead per fronteggiare uno scenario da incubo come quello tratteggiato nella demo di Silent Hills?
location facendone un punto di forza: l'atmosfera claustrofobica del corridoio e il senso di reiterato, sospeso orrore che vi aleggia impressiona il giocatore sin dai primi passi, consentendo peraltro un ottimo livello dettaglio nei pochi ambienti in cui si svolge l'azione. Sulla longevità del gioco, come accennato, possiamo solo limitarci a dire: dipende unicamente da voi, dal vostro intuito e dal vostro spirito d'osservazione.
Chi pretende di trovarsi davanti a un gioco in piena regola, deve senz'altro rivedere le sue aspettative: P. T. non lo è, e neppure si propone di esserlo. Inutile e sterile, quindi, mettersi a cavillare sulla povertà di location o sull'uso convenzionale - eppure perfettamente riuscito - del cosiddetto "jump scare". Vale la pena, piuttosto, elogiare l'efficacia dell'intera operazione di marketing, volta a suscitare - in modo non convenzionale - l'interesse planetario nei confronti del nuovo titolo di una saga già affermata, ma chiaramente alla ricerca di una fresca linfa vitale.

