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Piedone lo sbirro rese unico Bud Spencer: perché il commissario Rizzo non usa mai la pistola e altri 7 segreti del film cult

Nel 1973 Bud Spencer cambiò pelle e lasciò alle spalle il western per dare vita a uno dei personaggi che ancora oggi rappresenta un simbolo, non solo per i cinefili italiani.

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Bud Spencer è stato ed è tuttora uno degli attori più amati del cinema italiano. Anche dalle nuove generazioni. Un nome che riporta inevitabilmente alle sue scazzottate memorabili e a quell’aria bonaria che lo contraddistinguerà per sempre. Tra tutti i suoi personaggi che hanno contribuito a costruirne il mito, il commissario Rizzo, protagonista di Piedone lo sbirro, occupa senza ombra di dubbio un posto speciale nel cuore del pubblico. Uscito nelle sale nel 1973 e diretto da Steno, il film rappresenta la svolta importante nella carriera dell'attore e diede origine a una saga destinata a entrare per sempre nella storia.

La vicenda è ambientata in una Napoli travolta da traffici illeciti, lotte di potere e criminalità organizzata. Il vice commissario Rizzo, soprannominato "Piedone" per la sua imponente corporatura, conduce un'indagine che prende il via dal caso di un militare americano coinvolto in una vicenda di droga. Le sue ricerche lo portano a scontrarsi con malavitosi locali e organizzazioni criminali internazionali, in una battaglia che si sviluppa tra vicoli, porto e quartieri popolari. Pur muovendosi ai margini delle procedure tradizionali, il commissario riesce a ottenere risultati grazie alla conoscenza del territorio e alla fiducia conquistata tra la gente comune.

Ma il dettaglio che più colpisce ancora oggi riguarda il modo in cui Piedone affronta i criminali. A differenza di molti protagonisti dei polizieschi degli anni Settanta, il commissario Rizzo evita quasi sempre di ricorrere alle armi da fuoco. È una scelta narrativa precisa che contribuisce a definire l'identità del personaggio. Bud Spencer combatte a mani nude, affidandosi alla forza fisica e al celebre pugno "a martello" che diventerà il marchio di fabbrica della serie. Ai tempi, il cinema poliziesco si identificava fortemente nelle sparatorie e e negli inseguimenti ad alta tensione, ma Steno preferì costruire un eroe diverso: un uomo forte ma sostanzialmente pacifico, che utilizza la violenza solo come estrema risposta ai soprusi. Un contrasto che ha funzionato.

Locandina del film Piedone lo sbirro - Fonte: Titanus

Questa caratteristica ebbe un ruolo fondamentale nel successo del film. Piedone non è un giustiziere armato, ma un poliziotto vicino al popolo, che riesce a muoversi tra legalità e conoscenza delle dinamiche della strada. La sua figura non passò inosservata diventando immediatamente riconoscibile e contribuendo a distinguere il film da molte altre produzioni del periodo. Ma le curiosità di questo film non si esauriscono qui:

Un'altra cosa che non può passare in sordina riguarda la voce del protagonista. Molti spettatori non sanno che Piedone lo sbirro rappresenta un caso unico nella saga: in questo primo capitolo, infatti, Bud Spencer non fu doppiato da sé stesso ma da Glauco Onorato, una delle voci più celebri del cinema italiano. Nei successivi film della serie, invece, l'attore utilizzò la propria voce, contribuendo ulteriormente a caratterizzare il personaggio.

Il film segnò inoltre l'inizio di una collaborazione particolarmente fortunata tra Bud Spencer e il regista Steno. Sebbene i due si fossero già incrociati in precedenza, fu proprio con Piedone lo sbirro che nacque quel sodalizio artistico che ha lasciato un segno importante nella commedia italiana. Steno comprese immediatamente il potenziale di Spencer al di fuori del genere western e costruì attorno a lui un personaggio perfettamente calibrato. All'epoca, infatti, il successo non era affatto scontato.

Bud Spencer arrivava dagli straordinari risultati ottenuti con gli spaghetti western interpretati insieme a Terence Hill, ma nessuno poteva prevedere con certezza che avrebbe conquistato il pubblico anche nei panni di un commissario di polizia in epoca contemporanea. Il film si rivelò invece un trionfo, dimostrando che il carisma dell'attore funzionava anche lontano dai saloon e dalle ambientazioni polverose del selvaggio West.

Tra gli elementi più apprezzati vi fu certamente l'ambientazione: Napoli non rappresenta un semplice sfondo, ma avvolge con la sua presenza costante e suggestiva tutto il racconto. Le riprese furono effettuate in numerose zone della città e dei dintorni, tra cui Pozzuoli e Licola. Molte sequenze oggi assumono anche un valore documentaristico, mostrando scorci urbani che nel corso dei decenni sono profondamente cambiati.

Una scena di Piedone lo sbirro - Fonte: Titanus

Pochi sanno inoltre che il commissariato "Porto", nel quale opera il commissario Rizzo, non è mai esistito realmente. Fu creato appositamente per esigenze cinematografiche, diventando però così famoso da essere ricordato ancora oggi come se fosse un luogo autentico della geografia napoletana.

Un altro aspetto interessante riguarda il contesto sociale raccontato dal film. Pur mantenendo toni leggeri e spettacolari, Piedone lo sbirro affronta temi non certo superficiali: la diffusione della droga tra i giovani, la criminalità organizzata e la corruzione sono elementi centrali della trama ispirandosi ad un fatto di cronaca dell'epoca denominato operazione "Blue Moon" , ossia la distribuzione gratuita dell'eroina davanti alle scuole medie. Dietro le scene d'azione e le battute si nasconde quindi anche uno sguardo sulla realtà italiana degli anni Settanta, caratterizzata da forti tensioni sociali.

Il successo fu tale da generare una vera e propria saga composta da quattro film. Dopo il primo capitolo arrivarono Piedone a Hong Kong, Piedone l'africano e Piedone d'Egitto, confermando la popolarità del personaggio e trasformandolo in uno dei simboli del cinema popolare italiano.

L'enorme risposta del pubblico diede vita anche a una parodia. Franco Franchi interpretò infatti una versione comica del personaggio nel film Piedino il questurino, dimostrazione di quanto il fenomeno fosse diventato riconoscibile e radicato nell'immaginario collettivo. A oltre cinquant'anni dall'uscita, Piedone lo sbirro continua a essere considerato un grande classico. Uno di quei film che si rivedono con piacere con il sorriso e un pizzico di nostalgia. Queste erano solo alcune delle decine di curiosità sul film con Bud Spencer, attore che insieme al collega Terrence Hill (anche quest'ultimo non è esente da una filmografia ricca di fun fact) ha dato lustro al cinema comico italiano per decenni. Il suo Piedone torna in tv e ci permette di godere ancora della sua stazza ampia e del suo estro divertente.

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