Portobello e l'altra faccia della celebrità: Marco Bellocchio trasforma il caso Tortora in un cult seriale

Il 20 febbraio 2026 arriva la nuova serie di Marco Bellocchio su HBO Max. Portobello è uno spaccato di storia contemporanea raccontato con le suggestioni di chi ha vissuto il caso Tortora da vicino.

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Il 20 febbraio 2026 si intreccia, per qualche strano scherzo del destino, con il 17 giugno del 1983: quel giorno Enzo Tortora usciva in manette dalla sede romana dell'Hotel Plaza, dove alloggiava. Era stato arrestato, sotto gli occhi di tutti. Anche quelli che lo guardavano assiduamente alla televisione. Le accuse ai danni del compianto presentatore sono pesanti: associazione a delinquere e traffico di droga, eppure Tortora esce da quell'hotel ammanettato ma a testa alta. Mostra le manette alle telecamere confermando, nonostante tutto, la propria innocenza. 

Questa scena, di vita vissuta, è la stessa che gli appassionati di cinema e serie tv potranno rivivere tra qualche giorno grazie a Marco Bellocchio. Il regista porta su HBO Max Portobello. Una serie che ripercorre l'epopea giudiziaria che ha coinvolto il noto presentatore, accostato alla criminalità organizzata a causa di alcuni pentiti che avrebbero fatto il suo nome. Ritrovato, poi, alterato in un'agendina appartenente a un camorrista. Dettaglio emerso nel corso di una deposizione. 

Marco Bellocchio porta in tv il caso Tortora 

L'intera vicenda assume tratti cinematografici e la scena dell'arresto rappresenta il primo frame che viene concesso al pubblico riguardo al progetto seriale che segna – in ambito mediatico e televisivo – l'approdo di HBO Max in Italia. Il regista di Bobbio parte dal libro scritto da Gaia Tortora, figlia di Enzo, per raccontare un'Odissea pubblica e privata che ha segnato il Paese ma è conosciuta in profondità ancora troppo poco. 

La locandina di Portobello per HBO Max Italia (2026)

Si sa che Tortora ha affrontato il carcere pur essendo innocente, scontando 7 mesi dietro le sbarre prima di vedersi concedere gli arresti domiciliari nel gennaio 1984. Il 15 settembre di due anni più tardi venne prosciolto da ogni accusa per non aver commesso il fatto. È risaputo anche che scriveva, ciclicamente, lettere alla famiglia e alla moglie durante un periodo difficile che lo ha compromesso anche fisicamente. Tutto questo si vedrà anche nella serie, ma Bellocchio vuole mostrare soprattutto altro. Il prima e il dopo. Successo e abisso. Tortora era uno dei capisaldi della televisione italiana. 

L'Olimpo delle celebrità

Presentatore che, nel vero senso della parola, ha fatto scuola in Rai. C'era lui, Mike BongiornoCorrado Mantoni e Pippo Baudo. Pilastri della tv che sono stati in grado di gettare le basi per le realtà di intrattenimento che conosciamo oggi. Portobello, noto programma di Tortora, faceva 28 milioni di telespettatori in media. Un vero e proprio evento collettivo che ha portato Tortora nell'Olimpo delle celebrità. Fama che, al momento dell'arresto, gli si è ritorta contro. Chi lo apprezzava gli ha voltato le spalle: chi lo applaudiva ha finito con il denigrarlo. Si è preso gli onori ma anche i fischi di un Paese incredulo. 

Il pubblico lo ha cominciato ad arginare – in special modo quando emergevano i primi riscontri giudiziari – e i colleghi facevano finta di non conoscerlo. Venne addirittura definito camorrista ad honorem. Soltanto alcuni esponenti del piccolo schermo firmarono una lettera aperta e condivisa, che venne pubblicata da Repubblica, per rimarcare l'innocenza del collega. Tra questi firmatari c'erano Mike Bongiorno e Piero Angela. Bellocchio racconta questo e il disfarsi di ogni certezza rispetto alla forma e al contenuto che accompagna un'icona. 

Il lato oscuro del successo

La serie è proprio intrisa di un principio fondamentale: il successo, così come gli eventi che lo popolano, sono una mera illusione. A vincere, quasi sempre, è la determinazione e qualche certezza. Anche se non dovesse bastare una vita per dimostrarlo. Una morale dura, ma autentica, che la figlia di Tortora ha riassunto in un libro e il regista prova a raccontare visivamente. Portobello è un prodotto che parte dalle cicatrici di un nucleo familiare e indaga sui contrasti che possono scaturire dalle complicazioni inattese. 

Molto spesso luci e ombre si intrecciano nel quotidiano, proprio quella stessa routine che può farti accarezzare il cielo con un dito e farti finire all'inferno nel giro di poche settimane. Tortora aveva raggiunto i suoi obiettivi, ma ha assaggiato – suo malgrado – cosa vuol dire perdere ogni cosa per poi ritrovarla. 

Il peso dei pregiudizi

Un monito che diventa appetibile per una sceneggiatura, ma questa serie non è soltanto mero intrattenimento: rappresenta una cartina tornasole della contemporaneità pur facendo riferimento ad accadimenti che hanno più di 40 anni. Il caso Tortora mette l'Italia davanti ai suoi torti facendo capire quanto pesano, e quanto possono far male, pregiudizi e incompetenza. Anche e soprattutto fuori dalle aule di un tribunale. 

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