Provato - Darksiders II - Tempo di Morte
Provato a Milano il sequel dell'ottimo action targato Vigil Games


Darksiders II riprende la vicenda poco tempo dopo la conclusione del predecessore, raccontando gli eventi successivi dal punto di vista di Morte, secondo Cavaliere dell'Apocalisse, fermamente intenzionato a vendicare il fratello e a ripulirne il nome dalle false accuse. Il cambio di protagonista è stato sfruttato dagli sviluppatori per introdurre alcune sostanziali aggiunte nel sistema di combattimento. Sebbene le basi rimangano quelle classiche di ogni titolo appartenente al genere, ossia alternanza tra colpi veloci, potenti e schivate, in questo sequel fa capolino la possibilità di cambiare in tempo reale l'equipaggiamento del protagonista, attingendo dalle spoglie di guerra lasciate dagli avversari sconfitti. A questa interessante aggiunta si accompagna un diffuso lavoro di ottimizzazione e espansione dei contenuti: dalle boss fight, alle quest secondarie, ai dungeon esplorabili, sostanzialmente tutto è stato aumentato. Considerata la già notevole durata del predecessore (la quale si attestava sulle quindici ore circa), il tutto fa davvero ben sperare per la densità dell'offerta ludica di questo sequel.

Un recente evento tenutosi a Milano ci ha permesso di mettere per la prima volta le mani sul prodotto, testando di persona una sequenza di gameplay tratta dall'incipit. Interamente ambientata in una landa ghiacciata – a dire il vero non troppo evocativa quanto a profondità del paesaggio – la sessione ci ha permesso di provare con mano il sistema di combattimento, compresa una breve boss fight, e il platforming, già componente fondamentale dell'offerta ludica del predecessore.
In questo senso, Morte si controlla sostanzialmente come Guerra, con la possibilità di attraversare i vasti livelli cercando gli evidenti appigli disposti nelle ambientazioni. Così come accadeva con il primo Darksiders, tendente ad ispirarsi in maniera palese a diversi classici del videogioco, le componenti platform di questo sequel sembrano aver preso più di un'idea dalle più recenti incarnazioni del Principe di Persia, come testimoniato dalla possibilità di correre sulle pareti per qualche secondo e scalare delle colonne adiacenti, saltando da una all'altra per superare vasti precipizi.

Dal punto di vista del combattimento, l'ambientazione non ha offerto molta varietà di avversari, limitandosi a scagliarci contro gruppi assortiti di guerrieri del ghiaccio, non molto difficili da falciare. I colpi veloci si combinano in semplici combo da tre consecutivi, a cui è possibile alternare l'attacco potente, quest'ultimo sferrato con un'arma differente, a scelta tra quelle recuperabili dal nemico – nel nostro caso, un gigantesco martello.
Una volta eliminato un certo numero di avversari, è possibile raccogliere armi ed equipaggiamento dai loro resti, i quali droppano in maniera del tutto casuale. Semplicemente camminando sopra ad un oggetto sconosciuto, grazie a una sovrimpressione è possibile verificarne le caratteristiche (colorate di verde nel caso si tratti di pezzi migliori di quelli indossati) e scegliere se equipaggiarlo in tempo reale, osservando le modifiche estetiche al personaggio comparire immediatamente, oppure conservarlo nell'inventario, operazione utile nel caso si rinvengano pezzi di livello troppo alto per essere utilizzati subito. Chiaramente, per avanzare giudizi su questo comparto è molto presto, in quanto al momento non ci è dato di sapere quanti effettivamente siano i pezzi d'armatura e relative armi collezionabili, e se esistano statistiche o poteri speciali ad essi legate che vadano al di là della difesa o della forza d'attacco.