Speciale - Nintendo, 125 anni e iniziare a sentirli
Il 23 settembre Nintendo ha compiuto gli anni, ma il suo futuro sembra quanto mai incerto
articolo a cura di Lorenzo "Kobe" Fazio
Un’impressionante dimostrazione di forza e “resistenza” la si ebbe negli anni più bui e oscuri, quando la fine (stando a sentire i pareri allarmati dell’audience) sembrava ormai prossima: durante il ciclo vitale del Game Cube. Superato nelle vendite persino dall’ultimo arrivato, l’Xbox di Microsoft, Nintendo sopperì al fuggi fuggi di investimenti dei publisher confezionando una line-up straordinaria contando solo sulle forze. Nonostante non siano mancati lunghi periodi di magra, la console ammaliò il suo audience con autentiche perle ancora indimenticate. L’elenco sarebbe lunghissimo ma basterà citare Metroid Prime, F-Zero GX, The Wind Waker, Eternal Darkness e Pikmin per avere una vaga idea del numero impressionante di pietre miliari regalateci dal publisher nipponico in quegli anni.
Con il pensionamento del samurai e la nomina di Satoru Iwata al comando, le cose hanno subito un’apparente inversione di rotta. Wii e DS hanno ereditato la voglia di andare oltre gli schemi dei vari Miyamoto e Gunpei Yokoi, rinunciando tuttavia a settare nuovi picchi qualitativi in termini puramente grafici. Dopo anni a fare la voce grossa anche sulle specifiche tecniche, Nintendo cedeva il passo alle ben più performanti PS3 e Xbox 360, da una parte, PSP dall’altra.
Perché, dopo il successo planetario e senza precedenti del Wii, “accontentarsi” nuovamente di una console tecnologicamente limitata e superata? Perché tentare di attrarre, solo sulla carta questa volta, casual e hardcore rischiando di scontentare entrambi gli schieramenti, con una macchina dalle potenzialità ridotte? Perché spingere così tanto l’acceleratore su un sistema di controllo peculiare dopo il relativo insuccesso del Wiimote nell’attrarre coraggiosi e fantasiosi progetti delle terze parti?
Difficile dare una risposta certa, anche se un indizio ce la offre la lentezza pachidermica con cui Nintendo annuncia e pubblica i suoi titoli di punta per Wii U. Basti pensare a Super Smash Bros., annunciato per la prima volta addirittura all’E3 del 2011, all’ancora misterioso Xenoblade Chronichle e al futuro episodio di The Legend of Zelda per cui siamo rimasti a bocca asciutta a lungo, prima di goderci un (brevissimo) trailer.
Il passaggio all’alta definizione, transizione procrastinata oltre il lecito e quanto mai sofferta, coincide “misteriosamente” con l’abbandono della strategia di marketing più discussa dell’epoca Wii: annunci di giochi, già in lavorazione da diverso tempo, che sarebbero stati pubblicati a poca distanza di tempo.
L’elaborazione di tali prove conducono in una sola direzione: Nintendo sta raggiungendo il limite fisiologico. Console sempre più performanti e raffinate richiedono investimenti di capitali non più alla portata dell’azienda di Kyoto, già affaticata dal doversi preoccupare di rifornire di prodotti di qualità ben
"Console sempre più performanti e raffinate richiedono investimenti di capitali non più alla portata dell’azienda di Kyoto"Ipotesi, naturalmente, ma che purtroppo inquadrano alla perfezione la reticenza della multinazionale nell’approdare nel regno dell’HD, l’impossibilità nell’investire in infrastrutture online al passo con la concorrenza, la difficoltà di equipaggiare le sue piattaforme di un sistema operativo credibile e reattivo.
In questa sconsolante visione si incastrano alle perfezione anche le ultime “trovate” di Nintendo: gli Amiibo e il New 3DS. La prima: un tentativo, al momento piuttosto confuso, di cavalcare la moda del momento lanciata da Skylanders. L’altra: l’ennesima riprova della recidività della Grande N. Quanti (tra i casual gamer ovviamente) non noteranno la differenza tra i due handheld, un po’ come accadde tra Wii e Wii U? Quanti genitori confusi non comprenderanno perché, il nuovo gioco comprato al figlio, non funziona sul “vecchio” device? Anche in questo senso, accontentarsi di lanciare una versione 1.5 del 3DS, piuttosto che investire con decisione nella next-gen, è un segnale dell’insicurezza di Nintendo circa il suo futuro.
Henry Ford amava ripetere che “c'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia
"Nintendo dà l’impressione di essere una roccia in grado di resistere fieramente anche a questa tempesta. "diventano per tutti”. Mentre online la prima immagine in-game di Uncharted 4 fa gridare al miracolo e ci godiamo console potentissime a prezzi relativamente alla portata di tutti, dall’altra parte una buona parte di addetti ai lavori si trova in forte difficoltà.
Non ci resta che augurare a Nintendo altri centoventicinque anni come questi. Pur con tutti i ritardi del mondo, pur con specifiche tecniche meno esorbitanti di quanto spereremmo, abbiamo bisogno delle sue console e dei capolavori che solo lei sa confezionare a regola d’arte.
Seppur con ritardo: tanti auguri, Mamma Nintendo.

