Street Fighter - Sfida Finale, la storia di un disastro che fondò il blockbuster moderno
Odiato da tutti ma non di meno un successo clamoroso, Street Fighter - Sfida Finale è il nonno di tutti gli adattamenti successivi
Ma anche la storia dei primi successi dell’industria videoludica fuori dai videogiochi.
Street Fighter - Sfida Finale arriva un paio di anni dopo Super Mario Bros., in un’epoca così ingenua da pensare che il disastro di quel primo film tratto da un videogioco fosse un incidente di percorso e che i videogame al cinema fossero ottimi investimenti. Ancora si credeva alle star e alle produzioni onerose e, cosa più incredibile, nonostante un esito disastroso frutto di una produzione sfortunatissima, Street Fighter - Sfida Finale fu pure un successo. Circa 30 milioni di budget per almeno 100 di incasso in tutto il mondo con la star d’azione più importante del momento voluta da Capcom, Jean-Claude Van Damme, all’epoca alle prese con una fortissima dipendenza da cocaina che lo rese un incubo sul set.

Insomma più che l’adattamento di Street Fighter al cinema era l’adattamento di una storia di de Souza ai personaggi di Street Fighter. Eppure in questa storia da un videogame senza storia c’era tutto: la motivazione, le mosse impossibili, l’azione e l’ambientazione. de Souza era addirittura riuscito a limitare a solo 7 i personaggi principali (il massimo per lui che si poteva seguire in un film di 100 minuti, in un’era pre-Avengers), prima che Capcom insistesse così tanto da riuscire a metterli pretestuosamente quasi tutti, in una valanga di cammei senza senso.

Insomma c’è in questo sgangherato film di serie A un’anima serie B che pulsa fortissimo e che si materializza in una lavorazione leggerissima e scanzonata, a fronte di problemi immensi. Dopo 10 giorni di riprese erano già indietro di 6 sulla tabella di marcia e tutto l’ordine delle medesime era sballato. Con poco tempo a disposizione l’idea era di filmare prima i dialoghi e poi i combattimenti così che mentre si filmano i primi gli attori possono allenarsi, ma visto che Raul Julia si presentò sul set malatissimo del cancro allo stomaco che di lì a poco lo avrebbe ucciso, fu tutto ribaltato: l’azione andava fatta prima che Julia non potesse più permetterselo. Così gli scontri che dovevano essere il cuore del film sono diventati brutti, mal coreografati e noiosi. Non c’erano nemmeno diversi stili per diversi personaggi: tutti picchiano alla stessa maniera nonostante le evidenti, diverse caratteristiche, fattore che in realtà doveva essere un po’ il punto del tutto (il melting pot dell’arte marziale di strada).
La morte di Julia poi causò anche la rimozione di un finale dopo i titoli di coda in cui Bison resuscita lanciando un impossibile sequel.

Tutto ciò dava a JCVD campo libero per le intemperanze da star.
Addirittura anche nel finale l’esplosione del tempio non è avvenuta come doveva, ma coinvolgendo più parti del set rispetto al previsto e quindi arrivando vicina agli attori i quali, è ancora possibile vederlo nel breve frame in cui sono di spalle, ne sono stupiti e spaventati non proprio come farebbero degli indomiti eroi (e del resto non come si vede nella successiva inquadratura frontale).
Furono rimosse le inquadrature col sangue. Ma non servì.
Furono rimosse quelle dei colpi d’arma da fuoco che colpivano le vittime. Ma non servì.
Non c’è da meravigliarsi se poi il film negli anni ha assunto uno statuto mitologico per la sua assurdità.
Street Fighter - Sfida Finale oggi può essere guardato solo come guilty pleasure consapevole, come un treno in deragliamento, per riderne e con pochissima soddisfazione da tutto ciò che dovrebbe fornirne. Ha Jean-Claude Van Damme a 33 anni, all’apice della forma e della fama, ma lo utilizza nella maniera peggiore. L’anno dopo avrebbe girato uno dei suoi film più concreti e impeccabili (A Rischio Della Vita) e solo tre anni dopo Double Team. Non lo sapeva ma la sua carriera aveva scavallato la montagna del successo e si avviava sul pendio discendente (solo Universal Soldier avrebbe ridato speranze di un riscatto prima del definitivo JCVD nel 2008). Street Fighter - Sfida Finale ad oggi è la dichiarazione d’impotenza e di mancato successo più forte, in un film che nasceva per essere un blockbuster e che lo è stato nonostante facesse schifo, Van Damme fu uno dei problemi principali.