Super Bad - Iron Man, di Jon Favreau
Il prossimo film della rassegna Super Bad è Iron Man con Robert Downey Junior. Appuntamento venerdì 17 luglio presso l'Arena della Casa Del Cinema di Roma
Iron Man (2008) di Jon Favreau: venerdì 17 luglio, ore 21.30, Arena Casa del Cinema, Roma (Villa Borghese)
"Crederete che un uomo può volare" era lo slogan di lancio del Superman del 1978 firmato Richard Donner. Il più solipsistico "I Can Fly" ("Sì, posso volare" nell'edizione italiana) è invece una battuta chiave di Iron Man (2008), la pellicola Marvel che arriva come un tornado per sconvolgere il panorama del superhero movie così ben stabilizzato nel 2000 da X-Men di Bryan Singer ma diventato negli otto anni successivi forse leggermente prevedibile e senza picchi di qualità. Il film di Jon Favreau, proveniente come Bryan Singer da tutt'altro cinema (commedia di dialoghi) prima di avvicinarsi a passo sempre più spedito verso il fantastico (Zathura - Un'avventura spaziale nel 2005), è proprio quello che ci voleva nel 2008 per darci tutti una svegliata. La pellicola ci presenta un simpatico genio egomaniaco di nome Tony Stark, il quale antepone sempre l'io al noi (opposto della filosofia X-Men dove l'individualità deve amalgamarsi nel gruppo) dentro un film di scalate aziendali, manipolazioni mediatiche, scontri generazionali e redenzione umana. Oggi potrebbe sembrare una rilettura fantastica de La Fonte Meravigliosa (1949) di King Vidor ma Iron Man fu rivoluzione per via di tre scelte parecchio sui generis da parte della Marvel.
Storia
Robert Downey Junior
Agente Coulson
Chi è quell'omino dal sorriso che somiglia a una paresi facciale il quale non riesce mai ad attirare l'attenzione di nessuno e si presenta come inviato di una segreta agenzia governativa dal nome impossibile come Strategic Homeland Intervention Enforcement and Logistics Division? Iron Man non ha solo il merito di recuperare del tutto un ex grande attore che sembrava destinato all'oblio e collocare il superhero movie dentro la Storia con la S maiuscola non avendo paura di tirare in ballo una guerra difficile e frustrante come quella in Afghanistan. Il film è il primo della Fase Uno di un certo Universo laddove l'imminente Ant-Man sarà l'ultimo della Fase Due. E questa è la terza ciliegina sulla torta. Coulson faticherà non poco per avere udienza presso sia Pepper Pots che Tony (è colpa del nome impossibile dell'agenzia!) ma alla fine farà il suo e consegnerà addirittura a Tony degli orribili cartoncini azzurri che possano fornire un alibi a proposito dello scontro finale con Obadiah Stane (Jeff Bridges) e a tutta la faccenda collegata a Iron Man. Il paziente Agente Coulson interpretato con grande intelligenza e umanità dall'attore/regista Clark Gregg (sua una buffa versione di Soffocare con Sam Rockwell da Chuck Palahniuk) è solo il primo e meno importante Agente S.H.I.E.L.D a comparire nel film. Ebbene sì: Iron Man è il primo film del Marvel Cinematic Universe a base di scenette finali da assaporare dopo i titoli di coda per avere un assaggio di ciò che avverrà in questo complesso mondo di supereroi ormai tra loro collegati. In questo caso... un certo signore con la benda... introdurrà a Stark un certo argomento (Avengers) proprio al termine dei 125 minuti del film.
Ci piace concludere con una caratteristica registica di Iron Man secondo noi chiave per il suo successo anche presso i tanti non appassionati di fumetti. Era il tormentone del 2008: Iron Man piace a chi non ama i fumetti e i superhero movie. Quando Tony indossa il suo primo costume Mark I da Iron Man e diventa ipso facto un supereroe, Favreau sceglie due tipi molto diversi di rappresentazione: 1) da fuori il nostro scintillante Iron Man giallo e rosso è il risultato di tanta cgi aggiunta in postproduzione. E' un momento d'oro relativo all'animazione digitale di giganteschi robot vista la qualità dell'effettistica raggiunta da Transformers di Michael Bay, uscito nel 2007; 2) da dentro Favreau sceglie di alternare alle mirabolanti scene d'azione in cgi dei primissimi piani di Downey Junior all'interno del suo elmo con al massimo alcune sovrimpressioni sul suo volto di statistiche e informazioni che costantemente J.A.R.V.I.S sottopone alla sua attenzione durante le missioni esterne. In questo modo il regista può usufruire della mimica facciale di Downey Junior al massimo della sua resa (il primissimo piano) e lo spettatore può gustarsi la reazione di un essere umano (Tony Stark) diventato super (Iron Man) come mai era successo prima in un film Marvel.
La regia di Favreau ci permette di vedere sempre anche l'uomo oltre che il supereroe.
Un bellissima idea per un bellissimo film.
Iron Man di Jon Favreau è acquistabile in digital edition su:
* ChiliTV
