Marvel, l'annuncio che cambia tutto: Robert Downey Jr. torna, ma non sarà Iron Man
Avengers: Doomsday arriva il 18 dicembre 2026 con Robert Downey Jr. nei panni di Doctor Doom, i Russo Brothers alla regia e Chris Evans e Chris Hemsworth di ritorno: il film che deve salvare il MCU e aprire l'era degli X-Men.
Il 18 dicembre 2026 è la data più attesa dell'intero calendario cinematografico dell'anno. Tra sette mesi Marvel Studios affronta la prova più importante dalla morte di Tony Stark in Avengers: Endgame: riportare il pubblico nelle sale con la stessa energia e lo stesso entusiasmo che avevano trasformato quella saga in un fenomeno culturale senza precedenti. Il film si chiama Avengers: Doomsday, i Russo Brothers tornano alla regia, e al centro di tutto c'è un annuncio che nessuno si aspettava: Robert Downey Jr. è di nuovo nel MCU, ma non come Iron Man. È Victor Von Doom, il villain più iconico della storia Marvel. Una mossa che ha già cambiato la conversazione attorno al franchise e che potrebbe segnare un punto di svolta vero nel destino dello studio.
Il problema: il MCU dopo Endgame non è mai tornato quello di prima
I numeri raccontano una storia precisa. Prima di Avengers: Endgame, che incassò 2,799 miliardi di dollari diventando per un breve periodo il film più redditizio della storia, il MCU produceva blockbuster da un miliardo quasi automaticamente: ogni film superava ampiamente il budget, e il pavimento del box office era intorno ai 500 milioni. Dopo Endgame, le cose sono cambiate. Nei 14 film usciti nella Saga del Multiverso fino a Spider-Man: Brand New Day, solo due hanno superato il miliardo di dollari. Il resto ha incassato meno, con alcuni titoli che hanno deluso pesantemente sia al botteghino sia nella valutazione della critica e del pubblico.
Le cause sono molteplici: il COVID che ha interrotto il ritmo produttivo, una serie di uscite Disney+ percepite come obbligatorie per seguire la trama principale, una villain principale, Kang il Conquistatore, che non ha convinto abbastanza da reggere il peso narrativo di più anni di storytelling, e una frammentazione del racconto che ha allontanato parte del pubblico casual. Il risultato è uno studio che ha bisogno di un momento di reset, di qualcosa che ricrei l'eccitazione dei tempi migliori.Downey Jr. come Doctor Doom: la mossa più audace degli ultimi vent'anni
La decisione di portare Robert Downey Jr. di nuovo nel MCU in un ruolo completamente diverso da Tony Stark è la scelta più coraggiosa che Kevin Feige abbia fatto dalla fondazione dello studio. Downey Jr. è l'attore che più di ogni altro ha costruito l'identità del franchise: Iron Man del 2008 era il film che aveva dato il via a tutto, e il suo sacrificio in Endgame era stato il momento emotivo più alto dell'intera Saga dell'Infinito. Riportarlo come villain principale, chiedendo al pubblico di dissociare completamente l'attore dal personaggio che lo ha reso celebre, è una scommessa enorme.
Victor Von Doom è nei fumetti Marvel il villain più complesso e potente dell'intero catalogo: sovrano di una nazione, scienziato geniale, mago potentissimo, un uomo convinto di essere superiore all'intera razza umana e con le capacità per dimostrarlo. È il tipo di antagonista che può reggere più film, che può costruire un arco narrativo di anni, e che nella versione di Downey Jr. promette una presenza sullo schermo senza confronti con qualsiasi villain Marvel precedente. Il suo ritorno al San Diego Comic-Con 2024 con il cappuccio metallico di Doom era già stato accolto con un'ovazione che non si sentiva da anni.
I Russo Brothers e il cast che nessuno si aspettava
Avengers: Doomsday è diretto da Anthony e Joe Russo, gli stessi autori di Captain America: Civil War, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame. Il loro ritorno dopo sei anni di assenza dal franchise è un segnale preciso: Marvel non ha chiamato un regista nuovo per sperimentare, ha chiamato le persone che avevano già dimostrato di saper gestire ensemble enormi e colpi di scena narrativi di scala globale. La sceneggiatura è firmata da Stephen McFeely e Michael Waldron, un'altra combinazione di esperienza e freschezza.
Il cast confermato è il più ricco che il MCU abbia mai assembrato. Chris Hemsworth torna come Thor, Chris Evans riprende il ruolo di Steve Rogers, i Fantastici Quattro del nuovo universo, con Vanessa Kirby, Joseph Quinn, Ebon Moss-Bachrach e Pedro Pascal, entrano direttamente nell'evento crossover. James Marsden è Scott Summers/Ciclope, portando gli X-Men nell'universo principale. Il cast si allarga ulteriormente con conferme e indiscrezioni che continuano ad arrivare, compreso il ritorno di Iman Vellani come Ms. Marvel, svelato involontariamente da Andy Serkis in un'intervista.
Dopo Doomsday: la Saga dei Mutanti e il reboot morbido
Avengers: Doomsday non è solo un film: è la prima parte di un dittico che si concluderà con Avengers: Secret Wars, pensato in coppia esattamente come Infinity War e Endgame. Secret Wars porterà in scena Battleworld, la convergenza di universi che nei fumetti aveva permesso di rimescolare completamente le carte del Marvel Universe. Nella versione MCU, quel film funzionerà come un reboot morbido: non cancella tutto ciò che è venuto prima, ma crea uno spazio narrativo libero da migliaia di ore di contenuti TV e cinematografici che rendono difficile per i nuovi spettatori avvicinarsi.
Dopo Secret Wars, la direzione è già tracciata: gli X-Men e i mutanti saranno al centro della prossima Saga. È uno dei capitoli più ricchi e amati dell'intera storia dei fumetti Marvel, e la serie Fox con Hugh Jackman aveva costruito una fanbase enorme nei vent'anni in cui aveva tenuto i diritti. Portare quella mitologia nel MCU, con la libertà creativa che Secret Wars garantirà, è la promessa di un franchise che potrebbe tornare a entusiasmare come ai tempi della Saga dell'Infinito.
Cosa deve fare Doomsday per riuscire
Un miliardo di dollari non basterà. Non nel senso letterale, ma in quello della percezione: un incasso da un miliardo sarebbe sufficiente per giustificare economicamente il progetto, ma non abbastanza da dichiarare la rinascita del franchise. Ciò che Doomsday deve fare, e che solo Endgame aveva fatto prima, è ricreare quella sensazione di evento collettivo, quella voglia di parlarne, di rivedere i film precedenti, di seguire il prossimo capitolo senza farselo sfuggire. È un obiettivo culturale prima ancora che commerciale, e i presupposti, per la prima volta da anni, sembrano esserci tutti.