The C64, manca solo un bricco di Billy all'arancia per il perfetto viaggio indietro nel tempo
The C64 Maxi è l'occasione perfetta per tornare indietro nel tempo, a quei pomeriggi passati a giocare sorseggiando un buon succo d'arancia
Del 5780 per il calendario ebraico o del 1441 secondo quello islamico.
Ma c'è un elemento che pare costante anche a prescindere dalla maniera con cui decidiamo di indicare il trascorrere dei giorni, dei mesi e degli anni.
La nostalgia.
Avete presente no?
“Quando sono venuto qui non sapevo cosa mi aspettava. Ho visto che molta gente mi odiava e io... e io... non sapevo... non sapevo come la dovevo prendere. Poi ho capito che neanche voi mi piacevate, ma durante questo incontro ho visto cambiare le cose: cioè quello che provavate per me e quello che io provavo per voi! Sul ring eravamo in due disposti a ucciderci l'un l'altro, ma penso che è meglio così che milioni di persone! Però quello che sto cercando di dire è che se io posso cambiare, e voi potete cambiare... tutto il mondo può cambiare! Scusate... io voglio solo dire... una cosa a mio figlio che forse a quest'ora dorme... Buon Natale, figliolo... ti voglio bene!”
La nostalgia, dicevo.
La nostalgia vende.
A pochi giorni dall'esordio nei cinema dell'ultimo capitolo di una saga decisamente vintage nota come Star Wars e a quasi un anno esatto dal debutto su Netflix di Black Mirror: Bandersnatch, l'esperimento interattivo di Charlie Brooker che si è nutrito come un assetato vampiro dell'estetica videoludica di qualche decennio fa, ci ritroviamo qui a collegare ai nostri televisori 4K una perfetta riproduzione in scala 1:1 del Commodore 64 realizzato dalla Retro Games LTD e commercializzato da Koch Media Games Italy.
[caption id="attachment_205403" align="aligncenter" width="1000"] Il Commodore 64 e Black Mirror: Bandersnatch, matrimonio perfetto.[/caption]
Una proposta, quella del C64 Mini con molti pregi – e qualche difetto di non poco conto – che parzialmente si ripete anche con questo The C64 Maxi, “a grandezza naturale”. Che trova il suo maggior punto di forza proprio nelle sue dimensioni, nella perfetta riproposizione di quei feels che tutti i videogiocatori di una certa età avvertiranno tirando fuori la tastiera dalla confezione, ascoltando l'inconfondibile “tap tap” dei tasti, una musica capace di catapultarci ai giorni d'oro dei Kraftwerk e delle peripezie di Kevin Flynn nel mondo digitale di TRON.
Questa re-release aggiornata ai tempi del classico lanciato sul mercato nel 1982 arriva con tutto il nécessaire per essere impiegato su delle apparecchiature leggermente più sofisticate dei monitor e delle TV di un tempo, quelle scatolette talmente radioattive da essere capaci di lasciare la nostra ombra impressa sulla parete alle nostre spalle.
[caption id="attachment_205405" align="aligncenter" width="1000"] Le care, vecchie radiazioni di quando eravamo piccoli![/caption]
Come da prassi in questo specifico segmento di mercato, le opzioni a disposizione dell'utente consentono di scegliere fra una modalità di visualizzazione dei titoli presenti più o meno fedele all'età dei medesimi. L'aspetto intrigante di questo The C64 è però quello di poter accedere ai giochi con una pratica modalità carosello, un menù dal quale selezionare il titolo con cui vogliamo cimentarci, o una modalità classica che “resetta” il computer permettendoci di programmarlo tramite la tastiera e di scegliere fra il modello C64 o VIC-20.
Perché alla fin fine, come per tutte le varie proposte da “effetto nostalgia videoludico” arrivate sul mercato, la scelta di acquisto si riconduce tutta al tipo di approccio che ognuno di noi ha verso il retrogaming. Ci sono i puristi che vogliono rivivere certe avventure con le apparecchiature originali, ci sono quelli per cui è importante avere un'ubertosa collezione a portata di emulatore e quelli che, magari, si pongono in una zona intermedia fra queste due, persone che vogliono un'esperienza che possa avvicinarsi il più possibile a quella degli anni ottanta, con tutte le comodità della modernità e, volendo, le possibilità di bypassare con arguzia le limitazioni del parco titoli pre-installato (o di limitarsi tranquillamente a godersi le 64 maddalene proustiane già presenti).
Per questa categoria specifica di persone, il “tap-tap-tap” della tastiera di The C64, sarà come una meravigliosa sinfonia capace di far viaggiare con la memoria a quegli anni in cui il succo di frutta Billy era la bibita più buona del mondo.