Vin Diesel vs. Dwayne Johnson: chi ha ragione?
I litigi in famiglia sono sempre dolorosi, e quello tra Vin Diesel e Dwayne Johnson lo è in particolar modo. Ma chi ha ragione? Proviamo a capirlo usando il metodo Ross Geller
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E siamo sicuri che qualcuno lo scriverà, questo libro; ma noi, in quanto membri onorari della Famiglia (non chiedeteci come abbiamo fatto), abbiamo un’altra preoccupazione: chi ha ragione? Vin o Dwayne? Il capo della baracca o il nuovo arrivo che ha dato una spinta decisiva all’evoluzione del franchise? Genitore 1 o genitore 2? Per trovare una risposta abbiamo deciso di rivolgerci a un metodo infallibile, il c.d. “metodo Ross Geller”, dimostrato per la prima volta da Davis Schwimmer in questo episodio della seconda stagione di Friends: un elenco dei pro e contro dei due, per decidere dalla parte di chi stare. Tutti gli elementi presi in considerazione sono stati accuratamente scelti con criteri scientifici che ci aiuteranno a giungere a una risposta incontestabile. Cominciamo.
Pettinatura. Identica per entrambi, anche se Dwayne Johnson ha più familiarità con la barba. Assegniamo comunque un punto a testa.
Capacità di indossare una canotta bianca, indumento fondamentale per far parte della Famiglia: qui Vin Diesel è in vantaggio, visto che Dwayne Johnson preferisce quasi sempre puntare sulle t-shirt, a volte coperte da giubbotti militari. Vin re della canotta guadagna un punto.
Probabilità di diventare presidente degli Stati Uniti d’America entro dieci anni. Superiore a zero solo per uno dei due, a meno che Vin Diesel non abbia progetti di cui non ci ha mai parlato. Punto per Dwayne.

Qualità del film più bello al quale abbia mai partecipato. Nel caso di Vin Diesel, ed escludendo ovviamente l’intero franchise di Fast & Furious, la lotta è tra Pitch Black, Prova a incastrarmi e Salvate il soldato Ryan. Dwayne Johnson risponde con Pain & Gain, e lo fa ad alta voce per non farsi sentire mentre pronuncia titoli tipo “San Andreas”, “Hercules” o “L’acchiappadenti”. Punto Vin.
Qualità del film più brutto al quale abbia mai partecipato. Missione tata e Babylon A.D.? Oppure Doom e Baywatch? Assegniamo ecumenicamente un punto a testa.
Premi vinti in carriera. Entrambi hanno fatto incetta di nomination e premi ai Teen Choice Awards e ai People’s Choice Award, nessuno ha ancora fatto capolino sul palcoscenico degli Oscar, entrambi hanno vinto un Razzie. Diamo un punto a Vin perché ha avuto una nomination ai SAG, ma glielo togliamo immediatamente perché non era per lui ma per l’intero cast di Salvate il soldato Ryan.
Partecipazione al libro 30 Years of Adventure: A Celebration of Dungeons & Dragons. Punto Vin.

Supporto da parte di altri membri della Famiglia. Tyrese Gibson ha provato a mediare ma poi ha preso le parti di Vin, Scott Eastwood è sembrato schierarsi con Dwayne o comunque confermare i problemi sul set, Ludacris si è schierato con Vin, Michelle Rodriguez ne ha approfittato per prendersela con Vin pur senza difendere Dwayne. Tutto sommato un sostanziale pareggio.
Capacità di tenere il broncio e non fare neanche mezzo passo indietro. Altrettanto facile punto Dwayne.
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Capacità di avere effettivamente ragione in questa diatriba. Sentite, purtroppo non eravamo in quel camerino nel quale Vin e Dwayne hanno avuto “un franco faccia a faccia” e non sapremo mai esattamente che cosa si sono detti. Né sapremo mai tutta la verità su quei set e sui presunti atteggiamenti poco professionali di Vin Diesel, né sulle azioni di Dwayne Johnson e il suo modo di rapportarsi a colui che, volente o nolente, è il protagonista, il produttore e il cuore pulsante della saga. Si potrebbe leggere il litigio tra i due come il capriccio di una superstar arrivata in un pollaio nel quale c’era già un gallo, oppure come la candida denuncia di un osservatore esterno che per la prima volta portava a galla tutte le cose brutte del lavorare a Fast & Furious.

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