Xbox One X, perché averla e perché no
Nel giorno della sua uscita, vi iniziamo a raccontare Xbox One X
Una generazione dopo l'altra si percepisce infatti il progresso vero, dagli 8 ai 16 bit, dal 2D al 3D poligonale, dalla bassa definizione al full HD. Ecco, Microsoft vuole sperimentare qualcosa di diverso. Abbiamo così una console tecnicamente nuova, molto più potente di quella precedente, ma totalmente retrocompatibile. Addirittura è in grado di far girare titoli Xbox 360 e Xbox! Un ecosistema vero e proprio, una famiglia hardware che abbatte barriere alle quali eravamo assuefatti da tempo. Se il progetto sia destinato al successo non sta a noi dirlo, la sfera di cristallo ancora non ci è pervenuta in redazione. Però con la nostra fida console nuova luccicante qui accanto possiamo provare a spiegarvi di cosa si tratta, e darvi un'idea sul potenziale acquisto. Questo è solo il prima di una serie di speciali dedicati alla console, quindi continuate a seguirci.
A differenza di PlayStation 4 Pro, Xbox One X non è semplicemente una versione potenziata dell'ultima console Microsoft. La casa di Redmond ha infatti finanziato un riprogettamento completo dell'hardware. A fronte di specifiche superiori sì, ma non in modo impressionante, vanta un grande lavoro di ottimizzazione. Ciò si traduce in una potenza sprigionata pari ai famosi 6 teraflops. Un numeretto poco comprensibile per i non addetti ai lavori, ma che semplicemente significa tanto spazio di manovra aggiuntivo a disposizione degli sviluppatori. Questi possono sfruttarlo per spingere la componente grafica dei propri titoli affinché offrano immagini a 4K nativi, maggiore fluidità, texture ed asset vari pari ai dettagli ultra ben conosciuti dai giocatori PC. Il tutto dentro una scatoletta elegante e sorprendentemente piccola, praticamente identica a Xbox One S, che a sua volta era quasi la metà di Xbox One. Un piccolo grande miracolo compiuto dagli ingegneri Microsoft, capaci di stipare in un oggetto piccolo ed elegante tantissima potenza bruta. I numeri parlano chiaro, CPU da otto core e 2.3GHz e processore grafico da 1172MHz, per 40 processing unit. A confronto PlayStation 4 Pro offre CPU da 2.1Ghz e GPU da 911MHz, con 38 processing unit. Una differenza ancora più evidente si vede nella memoria GDDR5, visto che Xbox One X ne offre ben 12 GB, contro gli 8 presenti su tutte le console della corrente generazione, PS4 Pro compresa.
"il piccolo miracolo della nuova nata in casa Microsoft è la capacità di proporre miglioramenti su praticamente qualsiasi titolo presente nei negozi"Grazie al grande lavoro di ottimizzazione, il piccolo miracolo della nuova nata in casa Microsoft è la capacità di proporre miglioramenti su praticamente qualsiasi titolo presente nei negozi. In automatico vengono infatti applicati un filtro alle texture, che ripulisce la componente grafica, e la sincronia verticale, per eliminare tagli nell'immagine. I giochi con risoluzione dinamica vengono poi spinti da subito al massimo concesso dal loro motore. Ciò significa che molti dei titoli che nella versione Xbox One giravano a 900p o addirittura 720p, si spingono al full HD, senza necessità di patch o lavoro da parte degli sviluppatori.
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Assassin's Creed Origins è uno dei videogiochi che supportano il 4K di Xbox One X[/caption]
Dubbi
Comprare subito o no?
Ma su tutto aleggia una problematica ben più grossa: il software. Le console le vendono i giochi, Nintendo Switch è l'ultimo esempio positivo in questo senso. Un device sulla carta interessante ma infinitamente svantaggiato rispetto alla concorrenza, che arriva dopo la debacle di Wii U, sta riscuotendo un successo incredibile. I perché sono diversi, ma principalmente due: The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Super Mario Odyssey. Esclusive di livello fuori parametro che si può giocare solo sulla console Nintendo. PlayStation 4 vanta God of War, il redivivo Crash Bandicoot, Horizon Zero Dawn e qualsiasi cosa esca dagli studi Naughty Dog, Uncharted o The Last of Us che sia. Lanciare una nuova console, per quanto dotata di retrocompatibilità assoluta, senza almeno un'esclusiva di richiamo ci pare una mossa al quanto discutibile, e il futuro non promette purtroppo nulla. Microsoft non ha praticamente più team interni, le esclusive che offre sono sul piano commerciale anche interessanti, vedasi Minecraft o PlayerUnknown's Battlegrounds ad esempio. Quello che non si vede sono giochi di richiamo, capaci di creare movimento, scaldare gli animi degli appassionati. La recente conferenza di Sony alla Paris Games Week ne è la dimostrazione lampante, l'offerta del 2018 fa venire l'acquolina in bocca, lo stesso non si può dire di quanto ci attende nel mondo Xbox. Ed è un vero peccato, perché la console c'è, l'attenzione all'utente pure (leggasi supporto alla retrocompatibilità), ma non possiamo rigiocare Halo all'infinito su una macchina da 500€, serve qualcosa di più concreto.