I film negati (e poi concessi) al Piccolo America e le ragioni di Academy Two per continuare a opporsi
Il Piccolo America ha completato il programma e ci ha raccontato quali film da quali distributori sono stati sbloccati, ma Academy Two rimane ferma
La società di Alessandro Giacobbe non è una major ma è una delle distribuzioni più ferme nella lotta alle proiezioni gratuite, specialmente in questo momento storico, e nell'affermazione dell'importanza della cultura di essere inserita in un circuito economico:
Ognuno è libero di organizzare le sue iniziative come crede, io però ho un’opinione precisa: le proiezioni e la cultura devono essere remunerate, dunque un biglietto, anche simbolico, preferirei che lo si pagasse. Anche 3€, 3,5€ o un qualsiasi prezzo politico. Perché poi la birra o il gelato invece un prezzo ce l’hanno, non sono dati via gratis, e mettere la cultura sotto la bibita mi dà fastidio, specie ora che siamo in crisi con sale che hanno difficoltà ad andare avanti.
Come ci ha raccontato Valerio Carocci, presidente dell’associazione Piccolo America, alcuni esempi di film sbloccati dopo il decreto sono The Blue Brothers e 1941 - Allarme a Hollywood (non in programma al momento ma che saranno inseriti) di proprietà della Universal, la quale ha ora concesso anche alcuni film di Billy Wilder, oppure American History X della Warner, o ancora L’Onda e Il Favoloso Mondo di Amelie di BIM “che ci aveva scritto di poterne autorizzare solo uno e dopo il decreto li ha autorizzati entrambi”, oppure Ricordi? (sempre di BIM ma autorizzato da Angelo Barbagallo e Riccardo Tozzi) e infine anche quelli di 01 Distribution, la società più chiamata in causa nella polemica visto che il suo presidente Lonigro è anche il presidente della sezione distributori dell’ANICA: “La RAI non aveva risposto alle nostre mail per oltre un mese” spiega sempre Carocci “tutte richieste con Lonigro in copia, poi dopo l’articolo di Stella sul Corriere e il famoso post su Facebook in cui denunciavamo la situazione, la mattina stessa tutti i titoli 01 e Rai sono stati approvati”. Praticamente tutto quel che era stato chiesto è stato ottenuto ("Tra le grandi solo Medusa e Lucky Red non ci hanno mai negato niente"), tranne i film di Academy Two.
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La Fiamma del Peccato, di Billy Wilder (1944)[/caption]
Non è un segreto, né lo è mai stato (anzi!) e a questo proposito Alessandro Giacobbe ha voluto precisare come la doppia natura di distributore ed esercente di alcune sale a Genova nel suo caso sia una pratica che ha consentito di salvare stipendi e dipendenti:
AG: Non credo ci sia nulla di illegittimo nel diversificare le varie possibilità di impresa. Del resto c’è libertà di impresa in Italia. Non credo sia condannabile cercare di tenere in piedi aziende e pagare stipendi occupandosi sia di distribuzione che di esercizio. L’intera industria è piena di aziende che diversificano e sono coinvolte nei vari rami, non succede mica solo nel cinema, è frequente eh. Avviene a partire dalla RAI che fa produzione e distribuzione e quindi è già coinvolta in diverse branche dell’industria ma è una caratteristica non precipua del cinema. Sopravvivere diversificando è sano, è qualcosa che consente magari di non licenziare persone.
AG: Non credo interessi noi, perché rappresentiamo lo 0,0% del mercato, può darsi che il ragionamento sia riferito ad altre realtà. In casa mia questa situazione è dettata dal tentativo di diversificare in un mercato difficile e avere sinergie che possano sostenere l’impresa. Non ci toccano. Messo così è un concetto molto generale e generico, bisognerebbe verificare le singole situazioni. Prendiamocela semmai con le multinazionali con più interessi collaterali che non i nostri.
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Parasite, di Bong Joon-ho, uno dei film distribuiti in Italia da Academy Two nel 2019[/caption]
AG: Certo. Ma io all’America glieli ho offerti i film miei, ammesso però che sbigliettassero, anche a un prezzo politico. La mia preclusione era solo dettata in questo momento dal fatto che venisse offerto l’ingresso gratuito, mettendo su un piano diverso la possibilità di spendere pochi euro per una birra e un gelato. Una volta che il cinema America entrerà nell’ambito dell’esercizio con il Troisi non credo che sarà un problema fornire film, fermo restando che ci sono altre logiche di mercato per cui si valuta di volta in volta il momento in cui il film verrà distribuito. Le politiche distributive si valutano di momento in momento e lo spartiacque per noi è l’ingresso gratuito o meno
Questo significa che non noleggiate i vostri film nemmeno ad altre realtà che non fanno pagare il biglietto, come capita ad esempio alla Casa del Cinema di Roma?