Joker: Folie à Deux, Lady Gaga: "Sul set ho disimparato la tecnica per permettere alla canzone di uscire dal personaggio"
L'incontro di Joker: Folie à Deux al Festival di Venezia, con Joaquin Phoenix, Lady Gaga e Todd Phillips, in cui si è parlato anche di un possibile sequel
È il giorno di Joker: Folie à Deux al Festival di Venezia: il film di Todd Phillips è tra i più attesi del Concorso, cinque anni dopo il trionfo del primo film con un inatteso e rivoluzionario Leone d'Oro. "Mi sembra giusto, quasi corretto tornare a Venezia", spiega il regista. "Ed è punto di lancio logico per il secondo film. A Venezia il primo film venne trattato e accolto benissimo. Ma in questo caso sono ovviamente più nervoso!"
Lady Gaga è molto affezionata a Joker, ed è proprio grazie a questo che ha deciso di accettare la parte di Harleen "Lee" Quinzel: "Il primo film mi aveva commosso tantissimo, l’ho amato. La performance di Joaquin è incredibile e ha alzato l’asticella su questo tipo di parti. Il primo film mi ha fatto capire cose completamente inedite che non mi aspettavo: è per questo che ho accettato la parte".
Phillips spiega che visivamente e stilisticamente questo secondo film esiste nello stesso mondo del primo film, nonostante le numerose parti musicali: "Quando ci allontaniamo, approfittiamo della libertà della mente di Arthur. Ma tutto è dettato dall'elemento romantico presente nel film, al quale associamo le parti musicali".
La musica di Joker: Folie à Deux
"Parte del piacere di lavorare alle musiche di questo film è stata prendere questi grandi standard e renderli specifici per i personaggi", spiega Phoenix. "Volevamo che la musica fosse l'unico modo in cui i personaggi potessero esprimersi. Abbiamo iniziato con alcuni riferimenti a Frank Sinatra e Sammy Davis Jr., o leggende simili. Abbiamo cercato di emulare il loro suono. È un modo di esprimere ciò che vuole essere Joker".
Phoenix aggiunge che Lady Gaga (o "Stefani", come si corregge) ha proposto di cantare dal vivo: "Le ho detto che non sarebbe successo. O meglio, che lei poteva farlo! Ma alla fine l'abbiamo fatto, e ci siamo resi conto che era l'unico modo per farlo. Ogni registrazione era dal vivo, non abbiamo cantato su tracce complete. C'era il pianista sul set, e quindi ogni ciak ci dava una versione diversa della canzone. In questo modo abbiamo creato l’energia che era necessaria, almeno così mi è sembrato.”
Gaga conferma tutto: "Penso che il modo in cui abbiamo affrontato la musica in questo film sia stato molto speciale e ricco di sfumature. Non lo definirei necessariamente un musical. Il modo in cui la musica è utilizzata è per dare davvero ai personaggi un modo per esprimere ciò che hanno bisogno di dire, perché la scena e solo il dialogo non sono sufficienti. Per questo abbiamo cantato molto dal vivo. E in molti modi, il pianista che era sul set con noi era un po’ come un attore fuori campo. Abbiamo lavorato anche sul modo in cui cantavamo: per me, si è trattato molto di disimparare la tecnica e dimenticare come respirare, permettendo alla canzone di uscire completamente dal personaggio. Arthur aveva la musica dentro di sé. E io ci ho messo del mio per realizzare la visione di Todd".
Ci sarà Joker 3?
Su un possibile terzo film, Phillips non vuole sbilanciarsi: "Penso che la storia di Arthur raccontata in questo film concluda l'arco narrativo su di lui. Ma ogni cosa che faccio è legata agli attori con cui potrei lavorare. Questi due film sono nati intorno a Joaquin, e ci hanno permesso di introdurre Lady Gaga. Il mio obiettivo, comunque, non è rimanere necessariamente dentro a questo ambito con il mio prossimo progetto". Il regista risponde anche a una domanda sulla possibilità che questo sequel sia una "risposta" alle critiche sulla violenza del primo film: "No, l'obiettivo di questo film non è rispondere a tali critiche. I film sono troppo difficili da realizzare per poter decidere in anticipo che rappresentino uno 'statement'..."
La preparazione fisica
Anche in questo film Joaquin Phoenix offre un'interpretazione molto intensa, e la sua fisicità è una componente fondamentale. L'attore, però, non vuole sbilanciarsi su quanto peso abbia perso stavolta, perché in passato questo aspetto è diventato troppo centrale nel conversato attorno a Joker. Ma c'è stata una preparazione fisica molto intensa anche per le numerose scene di danza: "Abbiamo provato due mesi per la scena del Valzer", spiega. "Qualche settimana prima, il coreografo ha rivoluzionato tutta la routine. Il che è indicativo del processo che abbiamo adottato: grande preparazione per poi arrivare a una grande spontaneità sul set". Gli fa eco Gaga: "È il bello di tutto questo. Puoi imparare una canzone a memoria, puoi imparare una routine a memoria... arrivi a raggiungere la perfezione, ma poi magari sul set non risulta un'interpretazione autentica. Ecco quindi che davanti alla cinepresa ci siamo lasciati alle spalle i mesi di preparazione e siamo stati davvero autentici".
Le sfide più grandi del sequel
Scherzando con il regista, Joaquin Phoenix (che non ha voluto rispondere a domande sul film di Todd Haynes che ha lasciato a pochi giorni dall'inizio delle riprese) insiste che non è stato lui la principale sfida del sequel. Haynes spiega: "Le aspettative sono state la cosa più difficile. Anche lavorando con una troupe più grande e un budget più grande... la pressione è molto più alta. Durante la produzione del primo film viaggiavamo molto fuori dai radar: nessuno sapeva che lo stavamo facendo, era un film piccolino. La parte difficile è che stavolta avevamo gli occhi puntati addosso, la gente inventava di tutto online mentre ancora stavamo scrivendo la sceneggiatura!"