Abduction - la recensione
Mascherato da film tutto azione per un pubblico prettamente maschile, Abduction si rivela ben presto un prodotto post-Twilight...
Poteva essere un Jason Bourne per teen e invece è qualcosa di diverso. Promosso come un film d'azione con poco impegno (da parte degli autori) e molti personaggi buoni per il marketing ("Vi ha scaldato il cuore in Twilight ora è pronto a emozionarvi!"), Abduction appare per molti versi come un'occasione persa, e questa forse è la sorpresa più grande di un film che poteva anche non presentare alcuna sorpresa.
Mentre il film avanza infatti diventa sempre più chiaro che il target non è quello maschile solito, come si potrebbe evincere dalla cartellonistica, dalla sinossi, dalle pubblicità e dai trailer, ma a (parziale) sorpresa è quello femminile. La motivazione è quasi scontata: venendo dal successo di Twilight si spera nell'effetto traino di Lautner.
Così alla fine Abduction è un curioso action movie testosteronico sulla carta ma goffo nel ritrarre l'intrigo o l'azione (i buchi, le ridicolaggini stereotipiche e le implausibilità sono talmente tante che non sono riuscito a tenere il conto) che si concentra molto nei rapporti familiari, nella tormentata esistenza del protagonista, nel suo rapporto fisico ed epidermico con la ragazza (perchè è lei il vero personaggio in cui immedesimarsi, non lui e dunque al film interessa come gli eventi, e Lautner, hanno un impatto su di lei).