Advance Wars 1+2: Re-Boot Camp, la recensione
Advance Wars 1+2: Re-Boot Camp è un ottimo punto d'ingresso nel genere strategico, con due titoli che hanno retto la prova del tempo
L'epoca Game Boy Advance è tra le più amate dai fan Nintendo. A ben vedere, dato che solo due settimane fa lodavamo la Mega Man Battle Network Legacy Collection, in un aprile che è stato come un tuffo nel viale dei ricordi. Se nel caso del Blue Bomber si trattava però di una remastered, con Advance Wars 1+2: Re-Boot Camp ci troviamo di fronte a un remake vero e proprio.
Un Re-Boot per Advance Wars
Con Advance Wars, Intelligent Systems fece quello che sa fare meglio (giochi di strategia), utilizzando però una nuova veste. Abbandonate le atmosfere fantasy di Fire Emblem per quelle moderne, mise in campo un cast ristretto di protagonisti pronti a dare la propria vita per la città di Orange Star. Dal punto di vista narrativo è rimasto quasi tutto intatto, con i dialoghi ricchi di giustizia semplici e diretti, come del resto l'intero gameplay della saga.
Re-Boot Camp dà l'accesso immediato a entrambi i capitoli ma, sapientemente, chiede al giocatore di completare il primo, per non rovinarsi gli eventi del secondo. Una scelta molto apprezzata, che farà felice sia il novizio (che vedrà il gioco come un'opera unica divisa in due grandi atti), che il veterano, che potrà scegliere di gettarsi subito nelle vicende fantapolitiche di Black Hole Rising.
Il design del cast principale è, ora come allora, semplice e memorabile. In perfetta tradizione Intelligent Systems, ma con un distacco netto dalle linee marcate e dai fronzoli di Fire Emblem. Con Advance Wars si prediligono le curve, i piedi pronunciati e i vestiti comodi, un design che si sposa alla perfezione con quanto fatto in passato da Wayforward. Il team americano rinfresca l'intera banda di guerriglieri dandogli una nuova linfa 2D, soprattutto nelle cut-scene dedicate agli attacchi speciali.
Raccogliere l'eredità
Il punto di forza di Advance Wars è sempre stato un gameplay essenziale. Si tratta di uno strategico a turni di facile apprendimento che diventa impegnativo mano a mano che si procede nelle fasi avanzate. Le varie unità, siano queste le fanterie o i mezzi corrazzati, dispongono di caratteristiche precise che influenzano parametri come il movimento sulla mappa o il raggio d’azione dei loro colpi.
Wayforward Technologies raccoglie l'eredità e mantiene intatto il gameplay dei due giochi. La rivisitazione grafica abbandona la pregiata pixel art del Game Boy Advance per dei modelli 3D all'apparenza cheap, che avvicinano le battaglie ai successi per cellulari. Uno stile grafico che potrebbe far storcere il naso ai puristi, e sicuramente meno d'impatto della pixel art di inizio anni 2000.
Giochiamo alla guerra
I contenuti di Advance Wars 1+2: Re-Boot Camp vi terranno impegnati per almeno una sessantina d'ore. Oltre alle due campagne, e alle sfide singole dove testare le proprie strategie, nel gioco è presente sia un editor mappe che una modalità multigiocatore. L'editor di mappe vi permette di sbizzarrirvi con tutte le unità di gioco e con i diversi tipi di terreno. Purtroppo, ci si limita a griglie rettangolari, senza sfruttare appieno le capacità di Nintendo Switch.
Advance Wars 1+2: Re-Boot Camp è un ottimo punto d'ingresso nel genere strategico, e i due titoli hanno retto la prova del tempo. Il lavoro di modernizzazione di Wayforward rende inoltre più digeribile ai giocatori di oggi anche l'aspetto tecnico. Siamo sicuri che chi si approccerà per la prima volta alle battaglie di Orange Star ne resterà compiaciuto e soddisfatto. E chissà, magari dopo tutte le sfortune dello scorso anno, potrebbe davvero segnare la rinascita della serie.