Alters vol. 1: La storia di Chalice, la recensione
Abbiamo recensito per voi Alters vol. 1: La storia di Chalice, di Paul Jenkins e Leila Leiz
Nel primo volume di Alters, fumetto originariamente edito da AfterShock e proposto in Italia da saldaPress, Paul Jenkins (sceneggiatura) e Leila Leiz (disegni) mostrano ai lettori Chalice, una ragazza che non solo scopre di essere un Alter (individuo dotato di super poteri in un mondo composto a stragrande maggioranza di normodotati), ma in più sta vivendo un cambiamento radicale nella sua vita privata: è un individuo transgender che ha intrapreso la cura ormonale.
Quando lei è Charlie, quello che sembra essere un ragazzo come tanti, la caratterizzazione dei suoi famigliari inquadra la realtà intima in diversi stereotipi del popolo americano, rendendo l'idea dell'universalità della sua condizione e confermando che, in quel mondo, una cosa simile sarebbe potuta capitare a chiunque. Quando è nei panni dell'eroina, Chalice muta aspetto e carattere, come se sbocciasse in un mondo che, con tutte le complessità e le singolarità di ogni Alter, le calza in modo più naturale.
Anche i disegni di Leila Leiz, al suo esordio su un comic-book, e i colori di Tamra Bonvillain vanno nella stessa direzione: gli ambienti più tradizionali e statici della vita privata lasciano il posto a scene d'azione molto movimentate, dove Chalice, con il suo aspetto eccentrico, domina visivamente la scena.
Nel suo insieme, questo primo volume presenta degli spunti interessanti che, pur inseriti in un tema visto e rivisto, permettono al lettore di osservare da una diversa angolazione qualcosa che gli è familiare. La qualità principale di Alters, almeno per ora, è il metabolizzare i cambiamenti della società aggiornando vecchi cliché narrativi e aprendo a nuove possibilità un genere già ampiamente esplorato.