Animosity voll. 1 - 2, la recensione
Abbiamo recensito per voi i primi due volumi di Animosity, serie di Marguerite Bennett e Rafael De Latorre
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Verrà il giorno in cui gli animali del creato acquisiranno quei diritti che non avrebbero potuto essere loro sottratti se non dalla mano della tirannia.
Così parlava il filosofo inglese Jeremy Bentham, tra i proponenti dei diritti degli animali. Leggendo i primi due volumi di Animosity, serie AfterShock pubblicata in Italia da saldaPress, quel giorno sembra essere giunto: improvvisamente, tutte le specie animali hanno iniziato a formulare pensieri complessi, a parlare e - soprattutto - vendicarsi del male subito nel corso dei secoli.

Il caos è dilagato repentinamente in tutto il mondo, e la popolazione umana è stata fortemente decimata. Nonostante lo sforzo di piccole comunità che hanno opposto resistenza all’avanzata di bestie di ogni sorta, la Terra è ormai sotto il totale controllo del mondo animale. In uno scenario caratterizzato da morte e devastazione, seguiamo la vicenda della piccola Jesse Hernandez, dei suoi genitori Shannon e Óscar, e del suo cane, Sandor, un bloodhound (o cane di Sant’Umberto).
La vicenda narrata da Marguerite Bennett parte proprio dal Risveglio – così è stato ribattezzato l’attimo in cui gli animali hanno preso coscienza di sé e si sono ribellati al giogo umano – e continua con il viaggio che conduce i nostri protagonisti per gli Stati Uniti, da una costa all’altra: partiti da New York, gli Hernandez hanno deciso di raggiungere il figlio di prime nozze di Shannon, Adam, veterinario a San Francisco. Lungo il tragitto, molteplici sono gli ostacoli da superare: dagli Animilitari a magici draghi sputafuoco, fino a improbabili megattere traghettatrici; insomma, anche il più piccolo degli insetti è ormai una minaccia per l’homo sapiens.
Affibbiare ad Animosity l’etichetta di fumetto animalista - sulla falsariga di WE3 - Noi 3, per intenderci - sarebbe però fuorviante: l’opera della Bennett nasconde sotto questo primo livello di lettura tematiche profonde quali le paure legate all’essere genitore e le difficoltà dell’adolescenza. Nel corso dei capitoli, inoltre, il racconto si sposta da questioni personali ad altre più generali, sociologiche, con cui analizzare le problematiche legate alla formazione e all’organizzazione di una comunità popolate da specie differenti.
Altrettanto buona risulta la prova al tavolo da disegno di Rafael De Latorre, merito di un attento lavoro in fase di studio delle tante specie animali coinvolte e della capacità di conferire loro grande espressività. Lo stile realistico del disegnatore brasiliano riesce a catturare e a trasmettere l’emotività dei personaggi traducendole in immagini toccanti, brutali o distensive.
Sia Il risveglio che Il drago sono arricchiti dalla presenza di pagine extra contenenti le copertine variant proposte originariamente negli Stati Uniti, le schede dei personaggi e altre chicche che offrono un ulteriore sguardo su questo appassionante fumetto.
