Asterix & Obelix - Il regno di mezzo, la recensione
In piena continuità con la tradizione di film in live action di Asterix e Obelix, Il regno di mezzo è tutta confusione e poco divertimento
La recensione di Asterix & Obelix - Il regno di mezzo, in uscita al cinema il 2 febbraio
In Asterix & Obelix - il regno di mezzo ci sono Guillaume Canet (anche regista) e Gilles Lellouche ad interpretare Asterix e Obelix, Vincent Cassel nel ruolo di Cesare e la comparsa di Marion Cotillard (moglie di Canet) in poche scene come Cleopatra. La storia è il viaggio dei protagonisti da una parte e dei romani dall’altra verso la Cina. I primi vogliono riportare la figlia dell’imperatrice cinese a casa e i secondi vogliono conquistare l’impero di mezzo. Di fatto la storia è spaccata in due ed è una serie di incontri e situazioni dei due viaggiatori con nessun arco reale. Questo fa sì che Cassel abbia il medesimo spazio dei protagonisti e che possa tranquillamente rubare loro la scena con un’interpretazione molto più decisa, molto più carismatica, divertente e interessante di quella camuffatissima e timida di Canet e Lellouche.
Ma sono briciole in un film sgangheratissimo che non ha bene idea di come fare un blockbuster, nel quale vengono iniettate questioni di femminismo e veganesimo come fossero i consueti modernismi che caratterizzano le storie di Asterix e Obelix, ma così mal gestiti da sembrare come se fossero state delle aggiunte forzate a cui nessuno crede. Come se. E se dal punto di vista della tenuta narrativa il film è un colabrodo, meglio non va alla sua idea di umorismo e intrattenimento. Canet gestisce malissimo ritmo e soprattutto performance, così non c’è speranza di elevare una sceneggiatura già deficitaria di suo con almeno qualche prestazione che compensi. La piaga delle musiche che arrivano a raddoppiare quello che già avviene (Kung Fu Fighting in un momento in cui sì combatte con il kung fu) chiude il cerchio della tragedia e così alla fine può accadere che, dopo il Cesare di Cassel, il migliore in campo sia Zlatan Ibrahimovic nel rituale cameo di pochi minuti di un talent.