Black Rock, la recensione
La recensione di Black Rock, serie Wilder ambientata in un inquietante West tra paranormale e mistico
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.

Nel vecchio e selvaggio West c'è un villaggio isolato. Molto isolato. Troppo isolato. L'aria è pesante e tutti quanti hanno una faccia malinconica, oppure si portano addosso un carico emotivo difficile da mandare giù. In molti casi, portano cicatrici e segni sulla pelle che raccontano un passato complicato. Si respira mistero, nel villaggio. Perché ci sono persone che non hanno un nome e vengono identificate solo dalla propria professione? Perché c'è un Guardiano che si occupa di tenere al sicuro il confine, ristrettissimo, attorno al villaggio? Perché a due giovani innamorati si impedisce di sposarsi, d'autorità? C'è il deserto, attorno al villaggio. E nessuno esce dal confine, dalla Frontiera.
Questa è la premessa di Black Rock. Dario Sicchio è bravo nel mostrarcela e nel farcela intuire soprattutto emotivamente, nel farci percepire la condizione esistenziale in cui vivono i reclusi del villaggio e il fatto che nascondano qualcosa, un rimpianto, una colpa, una condanna. Sono legati al luogo in cui si trovano, ma non sappiamo perché. Vorrebbero andarsene, forse, ma non possono. Non hanno speranza né fiducia, ma sono obbligati, per sopravvivere, ad affidarsi a qualcosa di sinistro. Se sia o meno una buona idea, non sappiamo. Pare che non ci siano alternative.
Al centro di una storia che parla molto di redenzione non potevano che esserci dei personaggi. Uno, in particolare: il Guardiano, ideale sceriffo della cittadina, incaricato di tenerla al sicuro dalle terrificanti minacce esterne e dalla frustrazione, dalla follia, dalle scelte stupide, dalla frenesia che possono minarne l'esistenza dall'interno. In prigione si sconta la propria pena. Non dev'essere semplice, ma è così. Se quella prigione potrebbe accoglierti per sempre... potrebbe, ma non ci sono certezze... impazzire è questione di tempo.
Perché il mistero di Black Rock rimane abbastanza intatto, in qualche forma. Persino nel momento della soluzione delle trame di questa serie, cui forse ne segue un'altra nelle intenzioni degli autori, molto rimane non spiegato, non conosciuto, non compreso. Il che è sia il principale punto di interesse di questo fumetto, sia uno dei suoi punti deboli più evidenti. Se certamente mantiene viva la curiosità del lettore, attratto da un'ambientazione e da personaggi ben costruiti, sul finale lascia il dubbio che le spiegazioni non ci siano per immaturità degli autori. Un po' troppi i punti interrogativi, dopo i titoli di coda.

