A Casa Nostra, la recensione
Con non poche contraddizioni e incongruenze A Casa Nostra approccia la materia politica dall'angolazione più spinosa, quella parziale e priva di dubbi
A Casa Nostra lo fa a partire dal Front National di Marine Le Pen, in questo film chiamata con un altro nome ma lo stesso distinguibile, un po’ per la storia personale (figlia del precedente leader di partito che ne ha ammorbidito i toni apparentemente ma non nella sostanza), un po’ per le idee propugnate ma soprattutto, e qui sta il punto del film, per il modo di agire.
Il problema di un film come questo è allora il fine, voler dimostrare qualcosa invece di raccontare una realtà piena di contraddizioni. Dividere chiaramente i personaggi in buoni e cattivi. Quel che si dovrebbe evitare, come sempre nel cinema del resto, sono i punti di vista univoci, le direzioni imboccate senza guardarsi indietro e le condanne assolute. Ma in un film così politicamente urgente è molto difficile, si vede nella maniera in cui l’ideologia neonazionalista si diffonde nei nuclei familiari, come un virus che cambia le persone e le rende violente.
Essendo il primo film ad affrontare davvero questa novità politica e sociale A Casa Nostra inevitabilmente soffre un po’ di parzialità e non riesce a nascondere il desiderio di “aprire gli occhi” al pubblico (che poi è esattamente quel che vogliono fare i nuovi partiti nazionalisti). Eppure a tratti trova anche un’insperata complessità.
A questo infatti va aggiunto che Pauline ha ricominciato a frequentare un vecchio amore. Nel periodo in cui si sono persi di vista lui è diventato un picchiatore di estrema destra, uno di quelli che il partito ha rigettato per lavare la propria immagine e potersi professare “né di destra né di sinistra”. Dunque Pauline non ha problemi con gli immigrati o con i seconda generazione, eppure si candida con un partito xenofobo e sta insieme ad un ex neonazista che ancora ha molti amici picchiatori e vigilanti.
Goffo quando si misura con le vere pratiche (quando mette in scena il meccanismo di notizie false propagate online con il quale partiti simili ingrossano le fila dei propri sostenitori viaggia tra il naive e il cretino) ma molto abile nelle parti dialogate, nel rendere il fascino di simili organizzazioni, quel misto di mellifluo convincimento, piccolo raggiro e sfruttamento di un mondo di conoscenze per portare le persone dalla propria parte, Lucas Belvaux è talmente spaventato da ciò che rappresenta da perdere più volte la ragione.