Children of Morta è più che un semplice action RPG, è un racconto di famiglia - Recensione
Le qualità del gameplay, la rapidità delle run e l'alternanza con le scene di intermezzo che raccontano i Bergsons creano un ritmo perfetto, rendendo praticamente impossibile staccarsi dal gioco e quasi annullando la ripetitività
Children of Morta: la recensione
Non riusciamo a ricordare un'altra produzione videoludica che abbia raccontato con uguale efficacia il quotidiano dei personaggi che ne sono protagonisti. Children of Morta è, nel quadro più grande, una storia tutto sommato tradizionale, perfettamente attinente al canone eroistico, nella quale una famiglia di guardiani, i Bergsons, affronta una pericolosa avventura per debellare la corruzione che è discesa dal Monte Morta e che rischia di soffocare il mondo. Ma nella dimensione più piccola, nel presentare e caratterizzare ogni singolo personaggio, sia quelli giocabili, sia gli altri, è praticamente unico, riuscendo a caratterizzare ognuno di loro in ogni singolo aspetto della personalità, dai tratti più evidenti della personalità a quelli più intimi. Il tutto attraverso scene piccole, brevi, ma estremamente dense di significato, nelle quali bastano poche linee di dialogo, sempre ben recitate da un unico narratore, e animazioni curatissime per raccontare i membri della famiglia e le relazioni tra di loro.
[caption id="attachment_199065" align="aligncenter" width="1920"] Nel corso dell'esplorazione dei dungeon si incontrano stanze particolari, con sfide, mercanti, potenziamenti e altro ancora[/caption]
La progressione dei personaggi procede infatti in Children of Morta sue due differenti percorsi. Il primo, legato al singolo membro della famiglia, punta all'ottenimento di abilità attraverso la sconfitta dei nemici e l'accumulo di punti esperienza; queste potranno essere attive, da utilizzare in combattimento, così come passive, che daranno bonus anche agli altri Bergsons. Il secondo permette di spendere il bottino raccolto per migliorare presso lo zio Ben, abile fabbro, potenziamenti all'attacco, alla difesa, alla velocità e alle altre statistiche di tutti i membri della famiglia, e presso l'anziana Margaret di ottenere altri incrementi, per esempio all'esperienza o allo stesso bottino ottenuti. Ne risulta un modello molto versatile, che non solo permette di avere ampia scelta riguardo il come potenziare i guardiani, ma che soprattutto invoglia a utilizzarli tutti.
[caption id="attachment_199066" align="aligncenter" width="1920"] La magione dei Bergsons funge da hub principale[/caption]
Se non fosse così divertente da giocare Children of Morta cadrebbe vittima dopo poco tempo del troppo grinding e del rivedibile livello di sfida. Si ha spesso l'impressione che i potenziamenti ottenibili da Ben pesino troppo di più nell'esperienza di gioco rispetto all'abilità di chi ha il pad in mano e ciò è abbastanza evidente nelle battaglie con i boss, che al primo o al secondo tentativo sembrano impossibili e al terzo una bazzeccola. È chiaro che si tratta di una problematica spesso ricorrente nei titoli del genere di riferimento, ma che qui sembra più impattante del solito: non è questione di diventare bravi, ma di diventare forti passando il tempo ad accoppare nemici e a ottenere bottino. Morendo, nel mezzo, una marea di volte.