The Christmas Show, la recensione
La corsa sul posto del cinema italiano per cambiare senza mai cambiare. Un film di Natale con plot internazionale e realizzazione nazionale
La recensione di The Christmas Show, in uscita in sala il 17 novembre
The Christmas Show, con questo titolo in inglese e la sua trama di fantasia a pesante tema natalizio (la caratterizzazione delle scene è davvero senza appello), è un perfetto esempio della corsa sul posto del cinema italiano per cambiare, essere diverso, fare film più internazionali senza farli davvero, cambiando qualche caratteristica per farsi approvare il progetto e poi realizzare il solito film con i soliti attori, le solite dinamiche e il solito spirito. Qui un reality di Natale che coinvolge una famiglia riottosa (ma bisognosa di soldi) è messo in opposizione alle favole, ad un romanziere bello in pesante golf invernale che scrive di principi e principesse aiutato da una voce fuoricampo presa da una pubblicità. Ci saranno amori e convenienze, Serena Autieri mamma vedova (ma anche chirurgo!) che deve scegliere tra Francesco Pannofino spietato (e comico, non dimentichiamo) dispensatore di convenienza e Raoul Bova, tenero innamorato dallo status intellettuale fuori scala.
In ambienti da pura fiction con interpretazioni spinte con violenza sul bozzettismo e alleggerimenti di commedia come un’aragosta a zonzo per casa che pizzicherà un sedere seduto sul water o un bambino impertinente che fa cadere un secchio d’acqua in testa a chi non gli va a genio (!), The Christmas Show naviga sicuro verso un finale di purissimo matrimonismo, uno cioè in cui tutti devono accoppiarsi. Tutti. Che nessuno rimanga solo. La protagonista ovviamente, la figlia adolescente con uno dei suoi due innamorati e poi anche la presentatrice (veramente con una persona a caso) e anche il regista del reality con la sua aiuto.