Come pecore in mezzo ai lupi, la recensione
La parte più incredibile di Come pecore in mezzo ai lupi è la sua normalità. Un noir italiano che non scade, non si umilia non crolla. Anzi!
La recensione di Come pecore in mezzo ai lupi, in uscita il 13 luglio in sala
È semplicemente tutto corretto in Come pecore in mezzo ai lupi, la sceneggiatura non sbaglia niente e mette anche a segno un paio di momenti imprevisti e cruciali. Nulla però è imprevisto quanto il fatto che questo ottimo film di genere sia anche un esordio. Lyda Patitucci dopo diversi anni come regista di seconda unità a Groenlandia (che produce anche questo suo esordio) in film come Il primo re, Veloce come il vento e Smetto quando voglio (più qualche lavoro televisivo), dimostra una tigna e una capacità di mantenere la coerenza del testo, aumentandolo, trasformandolo e dandogli una concretezza molto francese (dalla color correction allo stile recitativo fino alla scelta degli ambienti) che il cinema italiano di solito non conosce. Nello stesso preciso punto in cui i film italiani muoiono, falliscono, deludono e mostrano miseria intellettuale e di audacia, Come pecore in mezzo ai lupi tiene la schiena dritta. E il risultato si vede.
Questo è un film spietato senza speranza che (incredibile!) lo è davvero non per senso del dovere ma perché sa benissimo quale sia il bello della sua storia, lo ha capito e conosce le tecniche per enfatizzarlo. Privo di qualsiasi velleità autoriale convenzionale, ambisce a essere quello che è perché sa che non è poco. Ovviamente esistono scelte autoriali ed esiste una dimensione d’autore in cui questo film, ma non è il solito pacchetto di aspirazioni intimiste che snaturano il genere e lo portano altrove. È anzi la consapevolezza che la lingua del polar è fatta di cadaveri (non solo di esseri umani), di risse, spari e sguardi sconfortati di poche parole. Allora, fatto tutto questo, davvero ci si può divertire scrivendo, dirigendo e interpretando una parte come quella di Tommaso Ragno, padre dei due protagonisti dalla professione incredibile e dal carisma pazzesco. Allora davvero si può creare un immaginario bieco in un contesto pienamente italiano.