Crisi d'identità, la recensione
Un fumetto che è tutta introspezione, dalla prima all'ultima pagina, e grazie a essa costruisce in maniera adeguata la tensione
La comunità dei supereroi è sconvolta dal brutale omicidio di Sue Dibny, moglie di Elongated Man e componente ad honorem della Justice League, in quello che appare come un delitto della porta chiusa dove era impossibile per l'assassino irrompere.
Oltre a essere uno sceneggiatore di fumetti, Brad Meltzer è un autore di thriller e romanzi gialli, cosa che risulta ben chiara durante la lettura di questa storia. Chi ha letto qualche classico romanzo giallo, si sarà imbattuto prima o poi nel mistero della camera chiusa. Meltzer introduce questo topos narrativo nel fumetto di supereroi, ma per quanto l'omicidio di Sue Dibny sia un evento brutale e catalizzante, questo è solo il punto di partenza di un'analisi più profonda non tanto della figura del supereroe, quanto degli uomini e delle donne che si celano dietro quelle maschere.
Forse mai prima di questa miniserie – con l'eccezione di Watchmen – le persone sotto la maschera di un fumetto americano sono state messe a nudo. Con tutti i loro dubbi, tutte le loro false sicurezze, tutte le loro idiosincrasie che qui scopriamo grazie alle didascalie che ci rivelano i loro pensieri più intimi, il loro rapportarsi con le figure familiari, il loro modo di reagire all'autorità.
Eppure Oliver Queen è anche la voce del dubbio della comunità dei supereroi, colui che ben sa che, dietro una patina di apparente perfezione che la suddetta comunità vuole far trasparire all'esterno, vi sono in realtà personalità borderline, segreti oscuri, quegli stessi segreti che anche gli umani hanno, rancori e invidie.
Tuttavia, sarà proprio quell'elemento scatenante, l'omicidio di Sue Dibny, a far emergere quel marcio che la comunità dei supereroi ha dentro di sé, portando così gli eroi stessi a una rinascita, a risplendere sotto una nuova luce.
No, Crisi d'identità non è un trattato sociologico ed esistenziale, è prima di tutto un ottimo fumetto che riesce a coinvolgere il lettore fin dalle prime pagine. Perché, dopotutto, chi non cercherà di capire chi sia l'assassino?