Croce e Delizia, la recensione
Parte convenzionale Croce e Delizia e lentamente svela un'anima molto più peculiare e riuscita
Due uomini annunciano alle rispettive famiglie di essere gay e di stare insieme. Sono entrambi stati sposati e hanno entrambi dei figli ormai adulti, in certi casi hanno anche dei nipoti. Lo stesso a cinquanta e passa anni scoprono l’amore omosessuale. Le loro due famiglie, una di pescivendoli, l’altra di mercanti d’arte, reagiscono con gradi diversi di scandalo e fastidio.
Dietro Croce E Delizia c’è lo stesso duo che aveva animato un altro film solo fintamente convenzionale, Moglie e Marito, ovvero Simone Godano alla regia e Giulia Steigerwalt alla sceneggiatura. I due, anche quando navigano nei porti sicuri dei cliché del nostro cinema (e lo fanno, dimostrandosi non impermeabili a soluzioni degne di Veronesi come montaggi musicali strappa-empatia e momenti in cui il cast intero balla per riconciliarsi), mostrano una cura non comune per i dettagli e la costruzione di un mondo convincente. Quando compare Anna Galiena, madre di Jasmine Trinca, è subito evidente quanto le due si somiglino. Quando due personaggi concordano sulla faccia da schiaffi che ha il personaggio interpretato da Bentivoglio, è subito evidente a quale espressione fanno riferimento (e hanno ragione!).
Di nuovo, come in Moglie e Marito, il segreto di Godano-Steigerwalt sembra essere un lavoro molto più centrato della media sugli attori (impagabile il fidanzato toy boy, barba, birra e indolenza).
Infine, una nota a margine che non ha niente a che vedere con il giudizio sul film: vale la pena registrare quella che a spanne è probabilmente la prima volta che in una commedia italiana di primo piano (cioè con delle star del nostro cinema) si fa riferimento a un videogioco esistente ed effettivamente noto (Fortnite) senza usarlo come mezzo per denigrare un personaggio. Niente schermate inventate, nomi senza senso, device goffi e non esistenti, tecnologie impossibili, dinamiche di gioco risibili finalizzate ad una gag, ma un oggetto che serve a connotare il film nei nostri anni come farebbe una locandina, un disco o un’automobile.