Crysis Remastered Trilogy, il ritorno della Nanotuta | Recensione
Dopo aver ripercorso le gesta dei tre guerrieri in Nanotuta, siamo finalmente pronti per parlarvi di Crysis Remastered Trilogy
I ragazzi di Crytek avevano già dimostrato di saperci fare con il primo Far Cry prodotto da Ubisoft, ma è con il primo capitolo dedicato al soldato in Nanotuta che il team fece davvero il salto di qualità. Un salto che rese famoso Cryisis anche sul web, spingendo centinaia di migliaia di persone a costruire il proprio PC con lo scopo di far funzionare il gioco al massimo delle sue possibilità.
Ma basteranno alcune buone idee e un comparto tecnico rinnovato per rivaleggiare con i nuovi concorrenti che si sono fatti strada negli ultimi anni?
Ognuno dei tre giochi vanta un cast comune, ma ci permette di utilizzare personaggi differenti. Evitiamo i riferimenti a Crysis 3 per non danneggiare alcuni colpi di scena dei capitoli precedenti, ma vi garantiamo che la trama riesce a conquistare già dal secondo atto del primo episodio. Quando si riesce a entrare nel mondo futuristico ideato da Crytek, infatti, si riesce persino ad affezionarsi a personaggi che, su carta, sarebbero poco lontani dai semplici soldati. Eppure, nonostante la guerra di sfondo faccia da ponte per tutti gli eventi, sono proprio i tre protagonisti a lasciare il segno. Nulla di davvero esaltante, sia chiaro, ma considerando che la trama è il “punto debole” delle tre produzioni, possiamo dirci assolutamente soddisfatti del risultato finale.
I tre episodi che compongono la serie, come accennato poche righe più sopra, si fondono alla perfezione tra di loro. Una fusione che, a distanza di anni, dimostra come la software house tedesca sia riuscita a creare un prodotto unico, ma allo stesso tempo perfettamente fruibile di capitolo in capitolo.
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Il secondo capitolo, purtroppo, viene ricordato come il peggiore dei tre. Un po’ a causa del lato tecnico che, per quanto buono, dovette scendere a compromessi con il mercato delle console. Un po’ per il level design, nettamente inferiore a quanto visto nelle isole delle Filippine del primo episodio. Nonostante ciò, Crysis 2 funziona ancora molto bene e perfeziona alcuni elementi di shooting e di gestione della Nanotuta visti in precedenza. Un “passo falso” necessario, se si pensa a quanto realizzato con la terza iterazione della serie.
Crysis 3, infatti, è la perfetta fusione dei primi due episodi. Un titolo completo, vario e tecnicamente imponente. Ritornano le meccaniche sandbox e l’armatura fa il dovuto balzo in avanti, fondendosi appieno con il gameplay. L’implementazione dell’arco è la giusta ciliegina sulla torta di un titolo che, ancora oggi, riesce a stupire sotto il punto di vista tecnico.
A questo si aggiunge una colonna sonora degna del più grande blockbuster di Hollywood. Un tripudio che mescola tracce epiche a un sound design davvero curato, in grado di avvolgere e affascinare chiunque decida di affrontare i tre titoli con le cuffie o un buon sistema audio.
