Deadpool 2, la recensione
Capace di replicare in pieno gli elementi vincenti del primo su Deadpool 2 aleggia un po' di stanchezza scacciata per miracolo
Deadpool (sia il primo che questo secondo) è forse l’unico film di supereroi esterno ai Marvel Studios (come noto ciò che orbita intorno ai mutanti è della Fox) dotato di quel tocco, l’unico che potrebbe essere scambiato per Marvel, non fosse per gli eccessi violenza. Deadpool è l’unico supereroe non appartenente all'UCM i cui film hanno un concetto ampio di intrattenimento, che mescola l’ironia all’azione sapendo che entrambe necessitano della medesima cura e sofisticazione perché il mix possa dirsi riuscito e che a questo va aggiunta anche una personalità di ferro.
Perché i film di Deadpool è così che dicono tutto quel che conta: rompendo la quarta parete, riconoscendo se stessi come film di un universo condiviso (quello dei mutanti) realizzati all’interno di un’industria su cui hanno un'opinione precisa. La storia è un dettaglio che serve a veicolare queste ironie e queste battute. Deadpool infatti non parla di amicizia, superamento di un lutto, fiducia in se stessi ecc. ecc. È a tutti gli effetti una riflessione su Hollywood, sulla carriera delle persone coinvolte (“Dagli stessi che hanno ucciso il cane di John Wick” recitano i titoli di testa) e in questo senso, per quanto divertente, suona sempre distante. Divertente la prima volta, meno la seconda e poi probabilmente ancora meno a tutte le eventuali successive.
Deadpool 2 infatti non si preoccupa mai davvero di creare una storia vera e propria ma imbastisce più un viaggio finalizzato ad una vendetta, nel quale le alleanze cambiano un paio di volte e lo svolgimento rimane molto semplice. Questo è evidentemente il principale problema di un film che, come il primo, è molto preciso sulle gag, ha un ottimo ritmo e può dirsi riuscito, ma addosso al quale incombe un po’ di stanchezza. Per resistere più di un film è indispensabile creare un’affezione per storia e personaggi che vada più in là della serie di gag. È un miracolo che al secondo film questo atteggiamento stufi così poco e soltanto nel finale, in un prossimo eventuale film potrebbe diventare un problema serio.