Dragon Trainer: Il Mondo Nascosto, la recensione
Impeccabile formalmente, Dragon Trainer - Il Mondo Nascosto non può definirsi altrettanto curato dal punto di vista narrativo...
Dragon Trainer: Il Mondo Nascosto è un vero "delirio": ci sono tutti i tipi di clima, tutte le condizioni atmosferiche, c’è la grande velocità su superfici che riflettono, tantissimi animali animati che si muovono nella medesima inquadratura contemporaneamente e soprattutto un gran lavoro di luce ed illuminazione (sia rifrazioni e che qualità e varietà della stessa) come sempre coadiuvato dalla consulenza artistica di Roger Deakins.
L’arrivo di un nuovo villain (un cacciatore di Furie Buie) e la presa di coscienza che la vita assieme ai draghi, per quanto bella, non può durare, spingeranno tutti a cercare il mondo nascosto, il luogo ancestrale da cui vengono i draghi. Parallelamente, per attirare Sdentato, il cacciatore libera e spinge nelle sue braccia l’ultima femmina della sua specie, dando vita a comici corteggiamenti impacciati e nuovi obiettivi sentimentali per i quali vale la pena lottare. Il film insomma tra un luogo da trovare e un amore da concretizzare getta le basi per l’indipendenza dei draghi dagli umani.
Uno dei molti modi di portare avanti una saga è accumulare una famiglia.
Tuttavia l’accumulo di una famiglia dovrebbe essere un tratto distintivo della saga, i suoi personaggi dovrebbero dare personalità anche a questo terzo film. Ma non è così. L’impressione forte è di essere di fronte ad un nuova puntata di una serie televisiva, in cui le medesime persone risolvono un nuovo problema sempre nella medesima maniera con i consueti esiti. L’unica differenza è che i personaggi sono un po’ più grandi e hanno problemi un po’ più adulti, tuttavia il modo di affrontarli o il tono non cambiano.
Dragon Trainer insomma sceglie di seguire la crescita degli spettatori e non di evolvere la storia. Il risultato è che il film non ha nessuna personalità perché scritto seguendo pedissequamente il manuale delle sceneggiature banali. E di certo un’ampia varietà e novità in fatto di draghi non risolverà il problema di un film che assomiglia a tutti gli altri come lui.