Far Cry New Dawn è più piccolo e meno profondo del suo predecessore, ma è molto più rosa - Recensione
Diciassette anni dopo gli eventi di Far Cry 5, il ritorno a Hope County: la recensione di Far Cry New Dawn
Le colonne di fumo che si alzano in lontananza sono il segno del caos portato in un mondo dall'apparentemente ritrovato ordine da una banda di scellerati dediti solo al saccheggio, violenti e crudeli. Sono le esalazioni dei loro avamposti, dal gusto orribile, tutti graffiti e colori fluo, tra le cui lamiere rimbombano brani inascoltabili. A guidarli sono due gemelle, Mickey e Lou, che per quanto non rientrino sicuramente tra i migliori villain che la serie abbia concepito hanno la capacità di rendersi particolarmente odiose, pertanto risulterà particolarmente piacevole prendere a calci i loro sgherri e cacciarli in malo modo dalle postazioni che hanno stabilito.
Il colpo d'occhio è notevole, anche per merito di una palette di colori di impatto[/caption]Nelle meccaniche fondanti di Far Cry New Dawn non si trovano infatti particolari innovazioni rispetto alla tradizione della serie. Si tratta, ancora, di un FPS open world, nel quale la progressione passa attraverso missioni disseminate per la mappa, ma anche per la liberazione degli avamposti occupati dai nemici, la cui conquista garantisce un apprezzabile numero di risorse, mai così importanti. Nel mondo post nucleare la moneta non ha più importanza, la ha l'etanolo, necessario per praticamente ogni edificio e attività. È fondamentale per ampliare Prosperity, il luogo nel quale gli abitanti della contea si sono rifugiati, migliorandone le strutture, in maniera da poter avere così accesso ad armi e veicoli più potenti e a tutta una serie di possibilità.
"Dove Far Cry 5 trovava la sua ragion d'essere, in una storia interessante, anche al netto di alcuni passaggi a vuoto, in una serie di missioni secondarie che andavano dallo stimolante al clamoroso ed in un pittoresco contorno Far Cry New Dawn mostra la corda"È questa la base della leggera componente ruolistica della produzione, che nelle intenzioni degli sviluppatori ne avrebbe dovuto rendere più profondo il gameplay ma negli effetti lo banalizza, a tratti. Una volta conquistato un avamposto infatti questo può (deve, in realtà) essere smantellato per avere ancora più etanolo, a quel punto i Guerrieri della strada lo riprenderanno, più forti di prima; riconquistarlo garantirà ancora maggiori risorse, e allora un altro smantellamento, poi un'altra riconquista, in un circolo necessario per avere accesso alle armi migliori e a potenziamenti praticamente indispensabili, visto che i nemici aumentano di tignosità nel corso del gioco, ma fin troppo ripetitivo. Se poi consideriamo che la varietà degli avamposti e la loro costruzione siano nettamente inferiori a quelle del predecessore e che la meccanica di liberazione sia uno degli elementi della serie che maggiormente richiederebbero una svecchiata il quadro non è propriamente idilliaco.
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Libera l'avamposto, smantella, libera, smantella, libera, smantella...[/caption]
Far Cry New Dawn riesce però in determinati aspetti anche ad essere migliore del suo predecessore. Nel ritmo, innanzitutto, che beneficia di una mappa molto più ristretta, ma anche nella varietà delle sparatorie, visto che mette in mano al giocatore una serie di armi più o meno folli, ma tutte letali. Perché limitarsi a pistole, fucili d'assalto e di precisione, shotgun, quando si può avere uno sparaseghe? Dove invece vi risulta praticamente identico è nel comparto tecnico. Tutto, dai modelli all'illuminazione alle texture agli effetti sonori è di uguale livello qualitativo. Se Far Cry 5 riusciva però spesso a togliere il fiato, con scorci particolari, Far Cry New Dawn esibisce una minor varietà nelle ambientazioni e quindi è di minor impatto visivo.