Fast & Furious 7, la recensione [1]
Immenso nelle proporzioni e nel budget Fast & Furious 7 aspira a somigliare ad altri film del suo calibro e perde definitivamente la propria personalità
Fast & Furious 7 è così cinema globalizzato ai massimi livelli, sempre più privo di una personalità specifica, sempre più pretestuosamente attaccato alla cultura delle corse e interessato ad essere altro, assumere proporzioni giganti come la propria concorrenza.
Stessa cosa si può dire per Brian, il personaggio di Paul Walker, a cui il film riserva uno spazio esagerato e un conflitto senza senso (non vuole perdere la famiglia da poco formata a cui tiene moltissimo ma desidera comunque rischiare la vita a livelli fuori dal ragionevole). Il resto del film è pretesto: il fratello del villain precedente che cerca vendetta, un oggetto tecnologico eccessivamente potente che cercato da tutti.
A Fast & Furious 7 insomma interessa solo e unicamente il risultato, senza ciò che lo dovrebbe costruire ,e per poco più di due ore presenta i suoi risultati. Presenta cioè scene d'azione mozzafiato (impagabile quella dell'auto che entra nei diversi grattacieli, liberatori i pochissimi momenti in cui Tony Jaa porta un po' vero movimento e vera azione in quest'oceano di CG e carina una sequenza chiaramente ispirata all'inizio di Uncharted 2), grandissime rivelazioni, gag d'alleggerimento, attimi di commozione e addirittura un improbabile corteggiamento, ma non vuole fare la fatica di costruirli. Sembra di vedere una serie televisiva di cui si sono persi gli episodi precedenti e che in questo porta a termine le principali trame costruite per tutta la stagione.
ATTENZIONE: SEGUONO PICCOLI SPOILER SUL FINALE E SUL RUOLO DI PAUL WALKER
In chiusura una pesantissima aggiunta in computer grafica serve da incredibile epitaffio per Paul Walker, la cui morte (reale) viene elaborata in un momento non ascrivibile nè al reame del fasullo nè a quello del vero. Un attore che non c'è più viene inserito in una scena che non appartiene al film ma metaforicamente mette in scena la sua dipartita sulle auto, mezzo sopra il quale ha trovato la fama e la morte. Comunque la si voglia intendere è una sovrapposizione tra vita, lavoro, realtà, finzione, cronaca e mitologia che raramente si è vista.