Final Fantasy VII Remake, la fantasia raggiunge la sua maestosa forma finale | Recensione
Final Fantasy VII Remake è un'opera in grado di reinventare un classico, un nuovo punto di svolta per il genere action/RPG
Una fiamma che, però, avrebbe potuto rappresentare sia un vantaggio che uno svantaggio, per il team di sviluppo.
Se state ancora trattenendo il fiato nell'attesa di scoprire se il tanto atteso ritorno a Midgar è riuscito a conquistarci appieno, vi facciamo subito tirare un sospiro di sollievo: Final Fantasy VII Remake è tutto quello che ci si poteva aspettare dalla trasposizione in un action/RPG di uno dei giochi di ruolo di stampo nipponico più famosi di sempre. La lucida suddivisione tra i due differenti approcci al medium videoludico è, qui più che mai, necessaria, perché avvicinarsi alle "nuove" avventure di Cloud pensando di rivivere esattamente la stessa esperienza del 1997 potrebbe essere un errore.
La trama, fondamentalmente, rimane sempre la stessa. Cloud è un mercenario dal passato turbolento che, assunto per collaborare a un attacco eco-terroristico, si trova incastrato in un turbinio di eventi che lo porteranno a guardare al proprio passato, per affrontare il presente e per scoprire il proprio futuro. Nel bel mezzo di tutto questo si staglia la ShinRa, multinazionale energetica con sede a Midgar che sfrutta la linfa vitale di Gaia (il pianeta nel quale è ambientato il gioco) per fornirci i comfort ai quali siamo da sempre abituati. Energia elettrica, carburante e comodità di vario tipo, infatti, sono i risultati di una serie di ricerche svolte dall'azienda, con tutte le conseguenze ambientali che questo sfruttamento delle risorse comporta.
"Le tematiche affrontate in Final Fantasy VII raggiungono vette difficilmente toccate nella storia dei videogames"Proprio per non rovinare l'esperienza a coloro che non hanno giocato il capitolo originale, evitiamo di approfondire ulteriormente la trama di gioco, che confermiamo essere spaventosamente attuale e in grado di creare disturbanti parallelismi con la vita che viviamo tutti i giorni. Le tematiche affrontate in Final Fantasy VII, infatti, raggiungono vette difficilmente toccate nella storia dei videogames, spaziando da problematiche di scala globale alle difficoltà più piccole, intime e personali dei nostri eroi. Perché, come più volte reso esplicito nel corso del gioco, il titolo Square parla di singole persone, che si trovano coinvolte in qualcosa ben più grande di loro e che, unite da un comune destino, dovranno collaborare per il bene del pianeta.
A stupire, in particolar modo, sono i rapporti tra i vari eroi che potremo utilizzare nel gioco, approfonditi grazie a numerosi nuovi dialoghi e a scene ideate con il solo scopo di rafforzare il legame non solo tra i personaggi del gruppo, ma anche tra il giocatore e i suddetti protagonisti. Perché è inevitabile: Final Fantasy VII Remake ci spinge ad amare ogni singolo eroe che utilizzeremo durante l'avventura.
Questa scelta di espandere ogni singolo elemento narrativo, come ben sapete, ha portato la software house nipponica a dividere il capitolo originale in più episodi, garantendo però una molte di contenuti tale da rendere sensata la propria scelta. Ebbene, dopo le 42 ore necessarie per portare a termine l'avventura principale e gran parte delle missioni secondarie, possiamo affermare che Square Enix ha mantenuto fede alla propria promessa, sviluppando un gioco che, a tutti gli effetti, può dirsi completo. Le innovative scelte narrative permesse agli sceneggiatori, infatti, contribuiscono a comporre un'avventura che, una volta arrivati i titoli di coda, riesce a dare estrema soddisfazione al giocatore, facendogli percepire la fine di un'era e l'inizio di una nuova parte di storia.
Se vi state eccessivamente focalizzando sulla longevità del titolo, che potrebbe apparire inferiore rispetto a quella di un capitolo "standard" del franchise, vi invitiamo a riflettere su quanto segnalato in apertura: Final Fantasy VII Remake è un action/RPG più vicino a Kingdom Hearts che a Final Fantasy X, per fare un esempio. Questo comporta un approccio differente al gioco, che risulta avere un ritmo maggiore, più frenetico e, per certi versi, più "cinematografico".
Il cambio di tipologia videoludica, ovviamente, non ha solamente alterato il ritmo del racconto, ma ha anche richiesto ai dev di modificare sostanzialmente il gameplay di Final Fantasy VII Remake.
Utilizzare le proprie Abilità Personali, scagliare una Magia, ma anche utilizzare un Oggetto, infatti, richiede l'utilizzo di un frammento della Barra ATB, costringendoci a studiare attentamente le nostre azioni di gioco. A queste possibilità di base, vengono affiancate le Limit (o Abilità Limite) e gli Esper. Le prime sono mosse particolarmente potenti, che potranno essere effettuate solamente se riempito uno speciale indicatore. I secondi, invece, rappresentano le evocazioni di Final Fantasy VII, permettendoci di schierare sul campo speciali creature quando saremo eccessivamente feriti o quando avremo Stremato il nostro avversario.
Proprio il concetto di Stremo sta alle basi del nuovo combat system ideato dagli sviluppatori. I nemici che affronteremo vantano una barra della vita e una barra posta subito sotto quest'ultima, che crescerà man mano che li colpiremo. Una volta riempito l'indicatore, il nemico entrerà in modalità Stremo, risultando indebolito e dandoci la possibilità di infliggergli maggior danno per un limitato periodo di tempo. Il tutto si sposa alle perfezione con la presenza di alcune nostre mosse più forti e altre più deboli, ma in grado di sfiancare prima il nemico. Comprendere questa meccanica è la base di tutta l'ultima opera targata Square.
"Il combat system ideato dal team nipponico rappresenta il punto più alto di questa categoria videoludica"Ci rendiamo conto che la marea d'informazioni che il gioco ci richiede d'imparare possano sembrare eccessive, ma gli sviluppatori si sono curati di rendere ogni singolo elemento facilmente comprensibile nel corso dell'avventura. Il combat system ideato dal team nipponico, come già accennato in questa recensione, rappresenta il punto più alto di questa categoria videoludica, dimostrandosi divertente e appagante, in quanto facile da apprendere e, allo stesso tempo, difficile da padroneggiare. Nel giro di poche ore ci siamo trovati in piena fase di dipendenza, desiderando solamente di poter continuare a giocare per affrontare la missione successiva. Una missione che, come per tutti i capitoli del franchise, potrebbe non appartenere alla main quest.
Presenti, inoltre, alcuni divertenti minigiochi in grado di mettere alla prova le abilità del giocatore durante alcuni momenti dell'avventura. Se, come noi, avrete voglia di affrontare continuamente nuove battaglie, sono presenti anche un paio di zone dove poter affrontare un vasto numero di scontri differenti, in modo da dare il tutto e per tutto con lo scopo di superare ogni record. Non mancano i collezionabili che, sotto forma di dischi musicali, potremo trovare nel corso del gioco e ascoltare negli appositi jukebox.
Una volta completata l'avventura, sarà possibile affrontare nuovamente tutti i livelli a difficoltà Difficile, che non solo ci impedirà di utilizzare gli Oggetti nel nostro inventario, ma che ci metterà contro a combattimenti estremamente impegnativi e all'impossibilità di ripristinare i nostri PM nei check point. Il lato positivo, però, è che potremo utilizzare le statistiche dei nostri personaggi a fine partita, per permetterci di raggiungere il Level Cap (tarato a 50) e sbloccare l'intero potenziale del nostro party. A questa nuova modalità, vengono ovviamente affiancati alcuni scontri Extra, da trovare nel corso dei livelli e da affrontare per testare a fondo le nostre abilità.
Da un punto di vista visivo, Final Fantasy VII Remake è semplicemente devastante. Nonostante qualche leggero scivolone in alcune texture ambientali (il terreno visto dall'alto nel Capitolo 7 non ci ha fatto certo gridare al miracolo), Square ha messo in scena la sua opera massima. I dettagli dei volti, soprattutto quelli dei personaggi principali, sapranno farvi restare a bocca aperta in più di un'occasione, dando veramente vita ai modelli poligonali visti nel 1997. Impeccabile anche il design dei nemici che, tra innovazioni e restyling, vanno a comporre un bestiario a dir poco vario e sensazionale. Ne consegue che, tra una regia carismatica e una recitazione dei personaggi a un livello mai visto all'interno di questo brand, le nuove avventure di Cloud hanno saputo conquistarci appieno anche sotto il profilo puramente tecnico. Preparatevi a premere il vostro tasto Share come non accadeva da tempo, insomma.
Segnaliamo, infine, la presenza di un paio di bug che ci hanno costretti a ricaricare alcune zone, ma siamo certi che si tratti di difetti che saranno sistemati dall'inevitabile Patch del Day-One. Per il resto, Final Fantasy VII Remake rimane una delle vette tecniche di questa generazione videoludica, ponendosi come metro di misura per i giochi che verranno in futuro.
Final Fantasy VII Remake è, a tutti gli effetti, una delle migliori produzioni targate Square Enix mai realizzate. Un'opera in grado di reinventare un classico, trascinandolo nel 2020 e rendendolo, magicamente, un nuovo classico a sua volta. Il comparto narrativo ci ha fatti nuovamente innamorare, mentre il combat system al limite della perfezione ci ha permesso di provare un'esperienza del tutto nuova per questa tipologia di gioco.
Final Fantasy VII Remake è il nuovo punto di svolta per gli action/RPG, capace di regalare al proprio pubblico esattamente quanto richiesto e anche qualcosa in più. La scelta della release episodica potrà non piacere a tutti, ma Square Enix ha davvero fatto il possibile per rendere questo primo capitolo un'esperienza completa e galvanizzante. E diciamocelo: se fosse stato trasposto l'intero gioco del '97, per un totale ipotetico di oltre 100-200 ore, ne avremmo comunque voluto ancora. Perché di titoli con questa qualità non si è mai sazi abbastanza.