Frozen - il Regno di Ghiaccio, la recensione
Frozen - il Regno di Ghiaccio è il primo grande Classico Disney dopo tanti anni: una bella fiaba musicale coinvolgente e tecnicamente impeccabile...
Nota: abbiamo visto il film in una anteprima (ovviamente in inglese) al cinema El Capitan di Hollywood Blvd., Los Angeles, allestito per l'occasione in tema Frozen e preceduto da uno spettacolo di intrattenimento del quale vi parleremo in un articolo a parte. Il sonoro della sala è in Dolby ATMOS.
Basti pensare a Elsa, principessa Disney "maledetta", diversa e suo malgrado sociopatica, e al difficile rapporto con la divertente e un tempo inseparabile sorella Anna. Sono loro le vere e proprie protagoniste della pellicola, mentre agli altri personaggi viene riservato uno spazio più ridotto eppure equilibrato. Tra essi spiccano Kristoff, burbero venditore di ghiaccio ormai disoccupato, accompagnato da una renna di nome Sven che si comporta più come un cane (non si può non pensare al cavallo di Rapunzel), e il pupazzo di neve Olaf, che se nei trailer sembrava insopportabile, nel film in realtà riesce a non risultare eccessivo come spalla comica (e strappa anche diverse risate). Meno originale e coinvolgente, invece, è l'aspetto più "magico" del film, volutamente escluso dalla campagna marketing (e capiamo anche perchè) e al centro anche della canzone meno riuscita.
Tutto questo sul piano prettamente narrativo, perché su quello tecnico invece ci troviamo davanti alla pura e semplice eccellenza. Se già Rapunzel, in questo senso, spiccava per la varietà delle ambientazioni e dei colori, con Frozen la Disney ha creato un vero e proprio gioiello: il character design essenziale è accompagnato da ricchissime ed eleganti ambientazioni tra il castello, le montagne innevate e il fiordo, il tutto renderizzato in un 3D molto profondo e luminoso. Se a questo si aggiunge il suono in ATMOS con cui abbiamo sentito il film, possiamo dire che è stata una esperienza cinematografica davvero immersiva.