G.I. Joe - La Vendetta, la recensione
Molto più secco, deciso e spensierato del suo predecessore, questo secondo film sui giocattoli Hasbro centra il tono e trova un senso finalmente appropriato...
Ci voleva Jon M. Chu, un regista con un passato nel cinema di danza, per riportare in vita G.I. Joe dopo il disastro di Stephen Sommers.
Partendo dal fisico immenso di Dwayne Johnson e passando per quelli di Elodie Yung e Adrianne Palicki, fino al volto di Bruce Willis (che fisicamente tende a scomparire a confronto degli attori action figure), il secondo film dai giocattoli Hasbro punta tutto sul movimento e in questo senso riesce a concepire momenti di grande intrattenimento (la sequenza sulle montagne) e a trovare una maniera propria e originale di mettere in scena i consueti scontri.
La trama non è certo il punto di forza (così come non risulta essenziale la riconversione 3D, pur ben realizzata), l'espediente della minaccia mondiale sembra uscito da un film di spionaggio anni '60 e non è trattato nemmeno con l'enfasi (o al massimo l'ironia) che meriterebbe, tuttavia se uno scopo e un senso doveva avere questo film era portare al cinema una saga che sapesse distinguersi nel mare del cinema d'azione.